Se la zia paterna Aya, tutrice legale, chiede che i giudici israeliani affrontino una sola questione, il "rapimento" sulla base della Convenzione dell’Aja, e facciano tornare al più presto Eitan in Italia, il ramo materno rilancia nelle sue richieste. La zia Gali, infatti, ha presentato un’istanza in Israele per chiedere l’adozione del bambino. E non si abbassa, dunque, ma pare aumentare lo scontro – con al centro il piccolo, unico a salvarsi nella tragedia del Mottarone in cui morirono padre, madre, fratello e bisnonni – tra le due famiglie e che passerà per le decisioni del Tribunale di Tel Aviv. "I giudici israeliani devono toglierlo dalle mani dei suoi rapitori e riconsegnarlo alla tutrice e poi sull’adozione si deciderà in Italia", ha spiegato Or, zio paterno di Eitan e marito di Aya, che ha la tutela del bambino e che è già in Israele in vista dell’udienza fissata per giovedì sulla base dell’istanza con cui ha chiesto l’immediato rientro in Italia. La nonna Etty respinge le accuse dei familiari paterni di "un lavaggio del cervello" al bimbo e sostiene che hanno il "permesso del Comune per iscriverlo a scuola".