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19 lug 2022

Lo zero termico è a 4.800 metri E in montagna arrivano le disdette

Nuovo crollo sul ghiacciaio della Marmolada. Turismo: in controtendenza Valtellina e Val d’Aosta . Il caldo torrido arriva anche ad alta quota. E domani salgono a nove le città da bollino rosso

19 lug 2022
Il crepaccio sulla Marmolada: sotto la valanga di ghiaccio morirono 11 persone
Il crepaccio sulla Marmolada: sotto la valanga di ghiaccio morirono 11 persone
Il crepaccio sulla Marmolada: sotto la valanga di ghiaccio morirono 11 persone
Il crepaccio sulla Marmolada: sotto la valanga di ghiaccio morirono 11 persone
Il crepaccio sulla Marmolada: sotto la valanga di ghiaccio morirono 11 persone
Il crepaccio sulla Marmolada: sotto la valanga di ghiaccio morirono 11 persone

ROMA Caldo e siccità record, incendi. E lo zero termico che ha raggiunto i 4.800 metri – l’altezza del Monte Bianco – ieri e salirà ancora. Oggi secondo l’Istituto Meteo dell’Aeronautica, sarà di 4.997 metri sopra l’Appennino Tosco emiliano e di 5.123 sopra l’Umbria e domani toccherà i 5.212 metri sopra l’appennino abruzzese e molisano. Il cambiamento climatico non fa sconti. L’ondata di calore – ribattezzata millenaristicamente ’Apocalisse4800’ da ilmeteo.it – si annuncia essere la più intensa dell’anno: sono previste temperature "in continuo e costante aumento" con punte di 39-41°C a Milano, Pavia, Bologna, Ferrara, Padova, Firenze. Le città da bollino rosso sono in crescita, da cinque ieri, passeranno a nove domani: sono Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Latina, Perugia, Rieti e Roma. L’Italia bolle e la risposta dei ghiacciai è quella attesa: prosegue il rapido scioglimento. E questo comporta uno sconvolgimento dell’ambiente alpino.Ieri ha chiuso per mancanza d’acqua il rifugio Gonella a quota 3.071 sul Monte Bianco e lo stesso rischiano di fare molti altri. "C’è il rischio – dice Riccardo Giacomelli, presidente della commissione rifugi del Cai – che uno su quattro sia costretto a chiudere la stagione prima del previsto". Ieri c’è stato un nuovo crollo sulla Marmolada. Secondo le prime verifiche della provincia di Trento, un preesistente crepaccio di circa 200 metri di larghezza e 25-25 metri di spessore si è approfondito. Il problema è strutturale, per questo la Commissione Grandi Rischi ha sollecitato l’avvio di un percorso che "richiederà una mappatura della pericolosità, l’individuazione delle aree particolarmente critiche e la predisposizione di sistemi di monitoraggio". Le possibili azioni di monitoraggio sono state ieri al centro di una riunione – convocata dal Capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio – con i presidenti e i rappresentanti delle Regioni e delle Province Autonome dell’arco alpino. Sulle Alpi le ripercussioni ...

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