Questo zelo talebano di purgare i testi come quello di Biancaneve, a Disneyland, parrebbe degno di miglior causa. Che resta della favola d’amore che più incanta i nostri bambini, come a suo tempo aveva stregato noi, senza il bacio dell’amore eterno del principe all’addormentata Biancaneve? La principessa non sarebbe stata consenziente? Non sarebbe educativo quel finale? Ma è proprio il punto più magico perché celebra la potenza dell’amore che vince la morte, uno dei concetti primari della vita che solo il linguaggio della favola è in grado di sciogliere in un gesto credibile.

La forza del sentimento più alto, che sa resuscitare la voglia di vivere in chi l’avesse perduta, come si farebbe a insegnarla a dei bambini se non con la scena del bacio alla principessa che dorme? Sta lì il messaggio, in quel tutto che incontra il nulla, in quel sì che annienta il no. E il bacio d’amore più di mille ragionamenti spiega questa verità. Di capolavori purgati è già costellata la storia della letteratura. Esistono persino revisioni dei drammi di Shakespeare censurati nel Settecento in "edizioni per famiglia" da Bowdler, in ossequio al puritanesimo. E d’altra parte il vizio persiste anche nella cultura nostrana, se la scena più bella di ’Nuovo cinema paradiso’ è proprio quella della visione delle sequenze che erano state purgate dal parroco, nel cinema parrocchiale, con tutti i baci dei grandi attori tagliati in ossequio allo scrupolo educativo.