Tra le questioni ’scottanti’ affrontate al vertice di Ginevra fra i numeri uno americano Biden e russo Putin anche quella relativa al dissidente Alexei Navalny rinchiuso nelle carceri russe. Putin non lo nomina mai, lo chiama "quest’uomo" o "quel cittadino" e sostiene che si è fatto arrestare apposta, violando coscientemente la libertà vigilata, per creare clamore mediatico. E Biden che aveva definito il capo russo un "killer"? "Ho accettato le sue spiegazioni", dice Putin. "Anche negli Usa – replica – ogni giorno vengono uccise delle persone e non dite niente. Guantanamo non l’hanno ancora chiusa. Nelle carceri anche europee si pratica la tortura: questo è rispetto dei diritti umani?". Poi, la frecciata finale, il ricordo dell’assalto a Capitol Hill nel giorno dell’insediamento di Biden: "Oltre 400 manifestanti sono stati denunciati, altri sono stati definiti terroristi, 30 sono ancora in carcere non si capisce con quali accuse, alcuni sono morti. In molti Paesi succede quello che succede da noi", sostiene il presidente russo. Biden, dal canto suo, non aveva avuto esitazioni a dire che un’eventuale morte di Navalny avrebbe conseguenze disastrose per la Russia. Il paragone di Putin su Navalny e Capitol Hill? "Ridicolo", ha sibilato il presidente Usa