di Francesco Ghidetti Ecco, finalmente abbiamo capito, grazie a un’intervista domenicale a Maria Elena Boschi, di chi è la colpa del disastro senese di Mps. Un disastro che nasce in ambienti dalemiani. E quindi la responsabilità è di Massimo D’Alema. Eh sì, perché se c’è un colpevole quello è sempre Massimo D’Alema, classe 1949, già presidente del Consiglio, già ministro degli Esteri, già leader della gioventù comunista, già leader Pds e poi dei Ds, già tra i fondatori del Pd, già scissionista con Articolo 1. Già molte cose. Tutto, gli attribuiscono di tutto. Ora le antenne...

di Francesco

Ghidetti

Ecco, finalmente abbiamo capito, grazie a un’intervista domenicale a Maria Elena Boschi, di chi è la colpa del disastro senese di Mps. Un disastro che nasce in ambienti dalemiani. E quindi la responsabilità è di Massimo D’Alema. Eh sì, perché se c’è un colpevole quello è sempre Massimo D’Alema, classe 1949, già presidente del Consiglio, già ministro degli Esteri, già leader della gioventù comunista, già leader Pds e poi dei Ds, già tra i fondatori del Pd, già scissionista con Articolo 1. Già molte cose.

Tutto, gli attribuiscono di tutto. Ora le antenne anti-dalemiane si stanno concentrando sui suoi rapporti con la Cina. La via della Seta, la volontà di conoscere nel profondo quello che sarà il Paese che governerà il mondo, è indizio di chissà quali manovre. Manco Bettino Craxi aveva raggiunto tali livelli di colpevolezza presunta.

Tenete conto che D’Alema è colpevole da sempre. Sin dagli anni Settanta. È il segretario della Fgci? Dito puntato (anche nel partitone): non è capace di arginare i movimenti dell’estrema sinistra. Poco importa il contesto. Poco importa che una rabbia sorda si sia impadronita delle giovani generazioni. E ancora: la sinistra perde contro Berlusconi? Arriva il regista e dice "di’ qualcosa di sinistra" e tutti applaudono. Fallisce la Bicamerale? Poche storie. La colpa è di D’Alema. Peccato che qualcun altro non abbia rispettato i patti di un tentativo che, se fosse riuscito, avrebbe generato un sistema politico "normale".

D’Alema ama andar per mare con una barca a vela? Orrore. A sinistra non si va in barca a vela (canotto?). D’Alema sale a Palazzo Chigi (sono passati più di vent’anni...)? L’Italia non va per l’ambizione di D’Alema. Ovvio. Peccato si dimentichi che il Nostro si dimise per aver perso le Regionali. Davvero: le Regionali, mica le Politiche...

Per non parlare della politica estera. Un deputato Hezbollah lo piglia sotto braccio? Si scatena la bufera. Accuse di scarsa equidistanza tra le parti in conflitto. Peccato che la foto sia chiarissima. D’Alema non piega il braccio, è rigido come un baccalà, segno che quel contatto fisico viene ostentato da una parte sola.

E ancora: la sinistra non vince nulla? Colpa di chi sappiamo, perché D’Alema non è "empatico" e guarda ai ricchi, non al "popolo". Peccato che la sinistra non esista più in tutto il globo, a parte fasce marginali, e che sopravviva solo un generico progressismo. E poi, il Pd, il partito che non esiste o che se esiste esiste poco e male. Incompiuto. Eternamente incompiuto. Chi non l’ha fatto decollare? Datevi una risposta. Bravi: D’Alema. Peccato che non abbia messo bocca nella formazione di quello strano agglomerato di forze fuse a freddo, perché intanto era impegnato alla Farnesina. Insomma, il Colpevole sempre e comunque. Dimenticavamo: Padoan – ricorda ancora la Boschi – ha evitato il disastro Mps. Vero. Peccato che l’ex ministro sia stato dalemiano. Di ferro. Coincidenze.