3 gen 2022

Lo schianto, il soccorso e lo strazio "Scusami sorellina: dovevo salvarti"

Una 15enne si schianta in scooter col fidanzatino, inutile tentativo di rianimarla del fratello volontario del 118. Il dolore del ragazzo: "Perdonami Ilaria. Nessun corso può prepararti ad affrontare una cosa del genere"

I fratelli Ilaria e Francesco Bove, 15 e 19 anni, in una foto di qualche anno fa La ragazza è morta il primo gennaio
I fratelli Ilaria e Francesco Bove, 15 e 19 anni, in una foto di qualche anno fa La ragazza è morta il primo gennaio
I fratelli Ilaria e Francesco Bove, 15 e 19 anni, in una foto di qualche anno fa La ragazza è morta il primo gennaio

Ilaria ha solo 15 anni. Il fratello Francesco ne ha quattro di più. "Picky", come la chiamano tutti a Pellezzano, un comune del Salernitano, è una ragazzina con i capelli neri neri raccolti in due vezzosi codini, fidanzata con Nicolas Galluzzi, un diciottenne del paese. Francesco, "il fratellone", come lo chiamano tutti, è un volontario Avis a bordo del 118, bravo e soprattutto freddo a intervenire nelle situazioni più complicate. Come quella del primo gennaio, quando arriva la chiamata: "Correte in via Carlo De Iulis, all’altezza della cartiera, due ragazzi a bordo di uno scooter sono finiti contro un palo". Francesco prende tutto il necessario e si fionda sull’ambulanza. Ma quando il 118 arriva sul posto si capisce subito che per i due ragazzini in sella a quel Beverly 250 non c’è più nulla da fare. L’impatto è stato fatale. I colleghi dell’ambulanza si guardano in faccia, poi guardano Francesco. "Fra’ è Picky". Lui su fionda sulla sorella, le preme il petto, tenta un inutile massaggio cardiaco. Non c’è nulla da fare, Picky le muore tra le braccia. "Nessun corso, nessuna esercitazione, nessuna simulazione sono in grado di prepararti per una cosa del genere – scrive Francesco in un toccante post su Facebook –. Nessuna esperienza sul campo ti potrà preparare ad incrociare le mani sul torace del sangue del tuo sangue per iniziare a scaricare con tutta la forza, e con tutta la rabbia, che hai in corpo... L’adrenalina prende il sopravvento, i secondi diventano minuti lunghissimi e interminabili mentre conti.. 1,2,3.. Fino a 30. Prendi fiato, cerchi di tenere il ritmo come ti hanno insegnato fra una compressione e l’altra... Ma ormai non c’è nulla da fare. Ironia della sorte nessun protocollo, applicato a menadito su centinaia di interventi, potrà dirti che il sangue delle tue ginocchia rotte sull’asfalto ...

© Riproduzione riservata

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