22 mar 2022

Lo scandalo di San Marino. "Io, molestata a Palazzo"

Presunti abusi da parte di uno dei capitani reggenti della Repubblica. Giacomo Simoncini, 27 anni, si sarebbe denudato di fronte a un’impiegata

donatella filippi
Cronaca
Giacomo Simoncini, 27 anni, è il capo di Stato più giovane del mondo
Giacomo Simoncini, 27 anni, è il capo di Stato più giovane del mondo

È accusato da un’impiegata di Palazzo Pubblico di molestie sessuali. Uno scandalo senza precedenti travolge San Marino. Perché l’accusato non è uno qualunque, ma uno dei due Capitani Reggenti della piccola Repubblica a due passi dalla Romagna. Si tratta di Giacomo Simoncini che, insieme a Francesco Mussoni, resterà in carica fino a venerdì della prossima settimana, giorno in cui scadrà il mandato, dopo sei mesi di reggenza. La vicenda risalirebbe ai primi giorni di questo mese. Secondo quanto ricostruito e riportato da un quotidiano sammarinese, la donna sarebbe stata convocata nell’ufficio di Simoncini a Palazzo Pubblico, il palazzo del governo. Lì avrebbe trovato il capo di Stato intento ad armeggiare con la cerniera rotta dei pantaloni e Simoncini avrebbe insistito che fosse la dipendente ad occuparsene, per poi denudarsi completamente. La dipendente racconta subito l’accaduto a un addetto alla Reggenza e la vicenda sarebbe stata quindi riferita al governo. La donna si è poi rivolta a un legale che avrebbe informato in via ufficiosa la magistratura, annunciando di voler presentare una denuncia all’indomani del primo aprile, proprio per evitare imbarazzi alla più alta carica istituzionali della Repubblica di San Marino.

Nel tardo pomeriggio a prendere parola è il governo. "Sulle accuse mosse a uno degli Eccellentissimi Capitani Reggenti – si legge nella nota del Congresso di Stato – dovranno essere svolti tutti gli accertamenti necessari consentendo al diretto interessato di chiarire ogni cosa nel rispetto delle norme istituzionali. La correttezza istituzionale impone ai Capitani Reggenti il vincolo del silenzio previsto dalle norme vigenti, che vieta ai capi di Stato di esprimere opinioni e rilasciare dichiarazioni di qualunque natura durante il loro mandato, anche per non incorrere, a loro volta, nel reato di vilipendio, cioè di offesa all’onore e al prestigio della Suprema Magistratura". Le osservazioni in merito alle contestazioni mosse "siamo certi che saranno presentate puntualmente dal diretto interessato non appena concluso il semestre reggenziale, convinti della volontà di fare ampia luce e favorire così l’affermazione della verità".

A occuparsi della vicenda, prima del tribunale di Stato, secondo il sistema del Titano, dovrebbe essere il Sindacato della Reggenza, una sorta di tribunale del popolo istituito a San Marino nel 1499. Tre giorni prima della fine del mandato dei Capitani Reggenti i cittadini possono esporre rilievi sulla loro attività all’Istituto. Qualora si ravvisino i presupposti, è possibile iniziare un procedimento giudiziario contro l’ex capo di Stato in questo speciale tribunale dove gli ex-capitani verranno giudicati per il loro operato, sulla base dei ricorsi presentati, per tutto ciò che durante il mandato hanno fatto o non hanno fatto. È stato convocato in via straordinaria nel 1944 per giudicare i Reggenti del fascismo sammarinese.

 

 

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