18 mar 2022

L’Italia spenderà di più per armarsi. Priorità all’esercito: mezzi obsoleti

Marina, aeronautica e forze speciali raggiungono buoni standard. La fanteria invece è nei guai. L’Ucraina dimostra che la battaglia campale non è archiviata. A noi mancano carri armati e blindati

beppe boni
Cronaca
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Guerra in Ucraina (Ansa)

Roma, 18 marzo 2022 - Un conto è ripudiare la guerra, un conto è farsi trovare impreparati. Tema spinoso, considerato forse anche non politicamente corretto fino a che il Grande Bugiardo, Vladimir Putin, non ha fatto quel che ha fatto, innescando tutti gli allarmi della Nato e risvegliando l’orgoglio e la necessità di sicurezza dell’Europa. E pure l’Italia si è resa conto che investire denaro nella Difesa non è buttare via soldi, ma una scelta necessaria. Così la Camera, insolitamente compatta, ha votato l’incremento delle spese militari fino al 2% del Pil (oggi siamo all’ 1,5%). Valore circa 32-38 miliardi. Dove li mettiamo? Non è difficile scegliere la collocazione tenendo presente che c’è pure l’esigenza di alzare il numero degli uomini in servizio, 150mila, con una età media di 38 anni, considerata troppo alta. La lezione russo-ucraina insegna che la guerra tradizionale, quella con i boots on the ground, scarponi sul terreno, i mezzi blindati, i tank, i razzi terra-terra, che molti pensavano superata è tragicamente attuale. L’Italia ha una necessità evidente, sottolineata dai generali e accolta dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini: l’ammodernamento dei mezzi dell’esercito, rimasto indietro rispetto alle sorelle Marina e Aeronautica. Guerra tra Ucraina e Russia, 23esimo giorno: esplosioni a Leopoli Le missioni di pace, che sono state anche di guerra seppure coperta o a bassa intensità, in Libano, Iraq, Afghanistan, hanno previsto l’impiego di reparti agili, tecnologicamente attrezzati e super addestrati, Forze speciali comprese. La Marina è riuscita pochi anni fa ad investire 6 miliardi in nuove navi grazie alla spinta dell’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, anche se oggi non dispone di personale sufficiente nonostante 30 mila unità in servizio. L’Arma azzurra (100 aeromobili utilizzabili con continuità) è all’avanguardia con gli Eurofighter e gli F35, quest’ultimo un velivolo multiuso, capace di svolgere mansioni di ricognizione, caccia intercettore ...

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