di Achille Perego L’Italia riparte nel dopo-Covid con numeri da record, spinta dall’export e dalla ripresa dei consumi e degli investimenti. Dopo le stime preliminari di luglio, infatti, l’Istat ha confermato ieri la "crescita sostenuta del Pil" nel secondo trimestre. Il Prodotto interno lordo è aumentato del 2,7% rispetto al primo trimestre e del 17,3% sul secondo trimestre del 2020. Si tratta del rialzo più alto dall’inizio delle serie storiche Istat (1995) e superiore a quello della media Ue (rispettivamente 2 e 13,6%)....

di Achille Perego

L’Italia riparte nel dopo-Covid con numeri da record, spinta dall’export e dalla ripresa dei consumi e degli investimenti. Dopo le stime preliminari di luglio, infatti, l’Istat ha confermato ieri la "crescita sostenuta del Pil" nel secondo trimestre. Il Prodotto interno lordo è aumentato del 2,7% rispetto al primo trimestre e del 17,3% sul secondo trimestre del 2020. Si tratta del rialzo più alto dall’inizio delle serie storiche Istat (1995) e superiore a quello della media Ue (rispettivamente 2 e 13,6%). Se è vero che il confronto è con i tre mesi (aprile-giugno 2020) nei quali il Paese si era quasi fermato per l’emergenza Covid, e quindi si tratta soprattutto di un recupero di quanto perso allora (oltre il 18% sul 2019), l’Italia sta correndo di più degli Stati Uniti (+12,2%) e della Germania (+9,4%), superata solo dalla Francia (+18,7%).

L’Italia, spiega Lucio Poma, capoeconomista di Nomisma, "figura al secondo posto nel mondo dietro al Regno Unito: è l’unica economia mondiale, assieme agli Usa (e probabilmente la Cina), a realizzare consecutivamente due trimestri positivi, segno di una crescita che mostra caratteristiche strutturali piuttosto che congiunturali". A trainare il balzo del Pil, ricorda l’Istat, sono stati a livello congiunturale il più 8,3% del commercio e ristorazione e il più 3,2% delle costruzioni seguiti dai servizi di informazione e comunicazione (+2,6%), immobiliare (+2,4%) e industria (+1,2%). La spesa delle famiglie è cresciuta del 5,2%, i consumi finali del 3,4%, gli investimenti del 2,4% e le esportazioni del 3,2%.

Con un balzo, ricorda il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, dell’8,6% per l’export agroalimentare nei primi cinque mesi del 2021 e con il cibo, sottolinea il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, diventato la prima ricchezza dell’Italia per un valore (538 miliardi) pari al 25% del Pil. Con il record del secondo trimestre, la crescita già acquisita del Pil per il 2021 è del 4,7% ma il bilancio finale potrebbe superare il 5% stimato a luglio dal ministro dell’Economia Daniele Franco e avvicinarsi al 6% come previsto a inizio agosto dall’Ufficio parlamentare di bilancio. E un risultato migliore, avverte il ministro della P.A. Renato Brunetta potrebbe arrivare dal ripristino sia nel pubblico sia nel privato del lavoro in presenza.

Sul fuoco del grande ottimismo getta però acqua fredda Carlo Bonomi. "Ci conforta la solida ripresa di cui l’industria è stata protagonista – avverte il presidente di Confindustria – ma il quadro continua a preoccuparci" per la sicurezza sanitaria, nonostante lo straordinario passo avanti del governo sui vaccini, con il rischio varianti-Covid.