di Daniele Petrone "La sinistra tace sui diritti negati alle donne islamiche? Da parte nostra c’è timore a intervenire su questi temi. Negli ultimi vent’anni c’è stata sottovalutazione. Parliamone. Mettiamoci la faccia. Io, da musulmana e da consigliera Pd, per prima". A squarciare il velo del silenzio è chi il velo lo indossa e lo ha portato per la prima volta nella storia in Sala del Tricolore dove Marwa Mahmoud (in foto) – 37...

di Daniele Petrone

"La sinistra tace sui diritti negati alle donne islamiche? Da parte nostra c’è timore a intervenire su questi temi. Negli ultimi vent’anni c’è stata sottovalutazione. Parliamone. Mettiamoci la faccia. Io, da musulmana e da consigliera Pd, per prima". A squarciare il velo del silenzio è chi il velo lo indossa e lo ha portato per la prima volta nella storia in Sala del Tricolore dove Marwa Mahmoud (in foto) – 37 anni, nata ad Alessandria d’Egitto e orgogliosa cittadina italiana – è stata eletta tra le fila del Partito democratico a Reggio Emilia, la provincia in cui è ricercata da oltre un mese la giovane pachistana Saman Abbas.

Mahmoud, cosa c’è dietro al silenzio del Pd?

"Sono temi delicati e complessi se non si hanno basi antropologiche solide. C’è paura di essere strumentalizzati e additati come razzisti. Si è tergiversato troppo preferendo agire con paternalismo, assistenzialismo e accoglienza. Che, sia chiaro, va bene. Ma non basta. Tutto il resto è diventato tabù, come la mutilazione ai genitali femminili per esempio".

E i matrimoni forzati, come nel caso di Saman?

"È un mondo sommerso che va scardinato".

Come?

"La chiave sono i diritti umani. In Italia il tema non è mai stato trattato in modo sistemico, ma solo a livello politico ideologico come nel caso di Hina Saleem. Non è sufficiente aver inserito il reato nel codice penale. Occorre una risposta integrata che passa dall’educazione ai servizi territoriali, alle forze dell’ordine. Non si risolve tutto allontanando la vittima in una comunità protetta. E il caso Saman insegna: è tornata a casa. I figli cercano sempre di recuperare i rapporti con la famiglia. Dobbiamo andare nelle comunità e nei luoghi di culto, spiegando che nessuno può essere costretto a sposarsi e che non deve essere visto come un disonore ricevere un ‘no’".

Ci vuole coraggio a dire certe cose da donna musulmana... "Così come c’è una dichiarazione dei diritti universali dell’uomo, anche l’Islam ha la sua: nessuna persona può essere sposata contro la propria volontà. È facile fare l’equazione pachistani-musulmani. La cornice in cui dobbiamo muoverci è quella dei diritti umani e della nostra Costituzione".