Da Intelligenza Artificiale e supercomputer potremo avere in futuro stime previsionali: lo ha spiegato Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), nel quinto anniversario dall’inizio della sequenza sismica ad Amatrice. Fondamentale, secondo Doglioni, è però anche investire nella cultura della prevenzione. Prevedere i terremoti – come la sequenza iniziata il 24 agosto ad Amatrice con una scossa di magnitudo 6.0 e ancora in corso dopo altri 124mila eventi registrati – è un obiettivo lontano ma "la speranza c’è. Si comincia a intravederne la possibilità", ha spiegato Doglioni. "Così come una volta – ha aggiunto – i tumori erano definiti come una malattia incurabile, oggi, invece, per alcune patologie abbiamo concrete possibilità di guarigione, traguardo raggiunto grazie alla ricerca scientifica. Analogamente, oggi conosciamo le aree dove sia per la sismicità storica, che per il contesto geologico, sono più pronte a generare in futuro terremoti disastrosi: lì stiamo concentrando i nostri sforzi per monitorare il sottosuolo nazionale".