Lunedì 15 Aprile 2024

L’inquinamento che uccide. Ottantamila morti per lo smog: "L’Italia al primo posto in Europa"

Miani (Sima): "Le patologie cardiovascolari sono la principale causa dei decessi". A rischio anche i bimbi. Riscaldamento e traffico le principali fonti di Pm10. E la Ue punta a misure ancora più drastiche per ridurle.

L’inquinamento che uccide. Ottantamila morti per lo smog: "L’Italia al primo posto in Europa"

Il Bosco verticale, complesso affacciato sul quartiere Isola a Milano

Il Nord Italia sotto la cappa dello smog è un insulto alla salute e uno sfregio alla vista. Basta un’occhiata alle tabelle del pm 10 per provocare lacrime amare: in Pianura Padana valori anche al doppio del consentito col duo Torino-Padova messo peggio di tutti. L’aria di molte città emiliane è davvero irrespirabile. Nove province lombarde, Milano compresa, sono sempre sopra i limiti e pregano perché piova. Altro che Fashion Week, "è Smog Week", scherza Fiorello sfottendo il sindaco Giuseppe Sala. La Lombardia chiede una cabina di regia che affronti il problema su scala padana. È lo specchio di un Paese in colpevole ritardo, ben oltre i guasti da climate change. Il grido della Sima (Società italiana di medicina ambientale) merita il massimo ascolto. Ecco cos’è l’Italia nel 2024: "Il primo Paese in Europa per morti attribuibili all’inquinamento atmosferico con circa 80mila decessi prematuri all’anno – certifica il presidente Alessandro Miani –. Le patologie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte (eventi coronarici e infarto miocardico acuto, 9.000 casi/anno e ictus cerebrali, 12.000 casi/anno), seguiti da patologie dell’apparato respiratorio (7.000 decessi prematuri l’anno)". La fragilità geografica e della popolazione è conclamata. Miani: "Le polveri sottili e gli ossidi di azoto sono in grado di peggiorare lo stress ossidativo e innescare una risposta infiammatoria sistemica a livello dell’apparato vascolare causando aterosclerosi, disfunzione endoteliale, cardiopatia ischemica. Ma gli effetti infiammatori si esplicano anche sul polmone e sui neuroni".

Non solo. Dall’Imperial College di Londra Francesco Forastiere cita "danni al sistema nervoso centrale, aumento della frequenza di ictus, demenza e diabete, rischi per il feto". Proprio i bambini sono "particolarmente vulnerabili". "Dobbiamo distinguere i possibili effetti acuti determinati da una situazione contingente come quella che stiamo vivendo, caratterizzata dai picchi di questi giorni – continua Forastiere –, da quelli dovuti a esposizione cronica. Chi abita nella pianura padana o lungo strade trafficate rischia il coinvolgimento di molti organi". "Ad ogni 10 microgrammi in più di concentrazione di pm10 a Bologna corrisponde un incremento di infarti dell’1%", ammette il direttore Ausl Paolo Pandolfi. Incide anche "la ridotta disponibilità di spazi verdi, con ogni italiano che dispone in media di appena 32,5 metri quadrati di verde urbano", ragiona Coldiretti.

Insomma, non c’è più tempo da perdere. Miani: "È imprescindibile agire in fretta per ridurre drasticamente le principali sorgenti emissive". Pm10 e Pm2.5, le polveri sottili prodotte da riscaldamento domestico, traffico auto e industrie, sono il nemico. La Ue non sta a guardare: le misure messe a punto da Bruxelles per ridurre lo smog – responsabile di 300mila morti l’anno in Europa – prevedono che il valore limite annuale dell’inquinante più nocivo, il particolato sottile pm 2,5 sia abbassato dagli attuali 25 a 10 microgrammi per metro cubo, con l’obiettivo di ridurre del 75% la mortalità collegata entro il 2030. E per convincere tutti gli Stati ad agire senza indugi, la Ue pensa a misure dirompenti. Ad esempio, azioni risarcitorie attivabili dai cittadini in caso di danni alla salute riconducibili alla violazione delle norme europee. Azioni esercitabili anche in forma di class action e con l’assistenza delle ong. Sarebbe una rivoluzione.