RAVANUSA (Agrigento) Un boato sordo e assassino. Come quello di una bomba sganciata sul paesino di Ravanusa intento a celebrare i riti della cena. Sono le 20.30 di un sabato attraversato da un gelo pungente, e di colpo la vita si ferma. Sette palazzine sono colpite da un’esplosione, stracciate come costruzioni di cartapesta, trascinando sotto le macerie undici persone. Solo due donne vengono estratte dalle macerie, ferite ma vive (Rosa Carmina e la cognata Giuseppina Montana), tre sono i morti accertati sotto gli edifici crollati su cui si prodiga la generosità di duecento soccorritori che scavano con minuscoli...

RAVANUSA (Agrigento)

Un boato sordo e assassino. Come quello di una bomba sganciata sul paesino di Ravanusa intento a celebrare i riti della cena. Sono le 20.30 di un sabato attraversato da un gelo pungente, e di colpo la vita si ferma. Sette palazzine sono colpite da un’esplosione, stracciate come costruzioni di cartapesta, trascinando sotto le macerie undici persone. Solo due donne vengono estratte dalle macerie, ferite ma vive (Rosa Carmina e la cognata Giuseppina Montana), tre sono i morti accertati sotto gli edifici crollati su cui si prodiga la generosità di duecento soccorritori che scavano con minuscoli bobcat, pale e finanche con le mani. Ufficialmente sono sei i "dispersi": quattro abitavano nelle palazzine crollate e due erano in visita.

Tra loro c’è una giovane coppia, che si era sposata il 12 aprile: si tratta di Giuseppe Carmina e Selene Pagliarello, al nono mese di gravidanza. La coppia – lui operaio, lei infermiera – era venuta a cenare con i genitori di Giuseppe e annunciare che nei prossimi giorni Selene sarebbe andata in ospedale a partorire il loro primo figlio. È lui la decima vittima di questa tragedia. Fa il giro del web la foto della torta nuziale con la scritta: "Una lunga vita insieme". Non è stata lunga, ma sono ancora insieme. Negli stessi istanti vengono diffusi i nomi dei morti già estratti dalle macerie: Pietro Carmina, 68 anni, ex docente di storia e filosofia al liceo "Foscolo" di Canicattì; Maria Crescenza Zagarrio pensionata di 69 anni e Calogera Gioachina Minacori, impiegata di 59.

Tanti i messaggi di cordoglio in memoria di Carmina, conosciuto e apprezzato per la sua attività di docente e di storico locale. Mesi fa aveva dato alle stampe il libro I totomè del Barone. Ad affollare la Rete le testimonianze degli allievi che hanno conosciuto il prof nei suoi 43 anni di insegnamento. "Lei è stato un mentore per tutti noi, molto più di un insegnante, è stato per tutti noi un maestro di vita oltre che di cultura. Con lei se ne va uno dei periodi storici più belli del nostro liceo classico. Buon viaggio Prof", scrive Pamela Presti. E Claudia Ingrassia usa, per ricordarlo, le parole che Carmina scrisse nel suo ultimo giorno di docenza: "Vorrei che sapeste che una delle mie felicità consiste nel sentirmi ricordato; una delle mie gioie è sapervi affermati nella vita; una delle mie soddisfazioni la coscienza e la consapevolezza di avere tentato di insegnarvi che la vita non è un gratta e vinci: la vita si abbranca, si azzanna, si conquista". Tommaso Mancuso commosso aggiunge: "Una persona e professionista fuori dal comune. Uno di quei prof. che ti cambiano la vita e te la cambiano in meglio".

Tanti i colleghi del Comune di Ravanusa che piangono per Carmela Sciabetta, 60 anni, la moglie di Pietro. In municipio, dove era assistente sociale, ne parlano già al passato. "Aveva un vocione, parlava sempre ad alta voce. Ma era una persona allegra, serena, solare". "Ci eravamo visti appena ieri – afferma una collega che esce in lacrime dalla stanza del sindaco Carmelo D’Angelo – era una amica affettuosa e sempre disponibile".

Nino Femiani