GENOVA Un mese di messaggi scritti e anche vocali. Minacce, non sempre velate, quando ancora il caso della morte di Nada Cella non era ancora stato riaperto. Per 30 giorni la criminologa Antonella Pesce Delfino, grazie alla cui tenacia la procura di Genova sta forse per trovare una svolta, è stata contattata da Annalucia Cecere, l’ex insegnante indagata adesso per l’omicidio della segretaria avvenuto il 6 maggio 1996. Le telefonate e gli audio, che risalgono al...

GENOVA

Un mese di messaggi scritti e anche vocali. Minacce, non sempre velate, quando ancora il caso della morte di Nada Cella non era ancora stato riaperto. Per 30 giorni la criminologa Antonella Pesce Delfino, grazie alla cui tenacia la procura di Genova sta forse per trovare una svolta, è stata contattata da Annalucia Cecere, l’ex insegnante indagata adesso per l’omicidio della segretaria avvenuto il 6 maggio 1996. Le telefonate e gli audio, che risalgono al luglio 2019, sono ora al vaglio della pm Gabriella Dotto che, insieme al procuratore Francesco Pinto, coordina l’indagine della squadra mobile guidata dal primo dirigente Stefano Signoretti.

La criminologa si era presentata in casa della donna fingendosi interessata ai problemi legati al mondo della scuola. Ma quando la conversazione era andata a finire sulla sua vita precedente a Chiavari, Cecere si era irrigidita e da quel momento erano partite le intimidazioni. "Perché sei venuta qua ad assicurarti che io avessi solo un cane. Non ho solo quello, ne ho anche un altro che se ti ripresenti qua ti spappola viva hai capito?".

E, ancora: "Senti, non fare la finta tonta eh... hai capito con me... Ora faccio riaprire il caso, stai tranquilla... anzi ho saputo adesso da Chiavari... parlato ora con la polizia di Chiavari che forse è stato già riaperto il caso, sta tranquilla... ti ci trascino per i capelli, eh? Poi ti faccio fare le domandine, indovina indovinello.. quale zoccola è venuta a casa mia?". Ancora: "Ma dai non fare la finta tonta stronza... ma come facevi a sapere che uscivo con (...) e di tutti i c... miei e con quello bassino con (...) . Come facevi a saperlo? Hai paura, eh? adesso son qua, non ti preoccupare".

Intanto la mamma di Nada, Silvana Smaniotto assistita dall’avvocata Sabrina Franzone, ha lanciato un appello. "Ho scoperto recentemente la storia delle telefonate anonime che parlavano di una certa Anna. Non so perché questo aspetto non sia stato approfondito, ma voglio fare un appello a chi fece quelle telefonate, si palesi perché io non voglio un assassino qualunque, voglio il vero assassino". Nelle scorse settimane gli investigatori hanno perquisito la casa della Cecere a Boves. Gli inquirenti hanno sequestrato un motorino che la donna aveva usato a Chiavari 25 anni fa e che adesso la scientifica sottoporrà all’esame del luminol.

r.int.