Silvio Berlusconi è caricato a pallettoni. Se mai uscirà il nome di Mario Draghi, allora alla prima votazione si tirerà indietro e farà convergere Forza Italia su di lui. Ma se l’attuale premier restasse dov’è, il Cavaliere si sente già in partita. La strategia per l’elezione, a cui parteciperanno...

Silvio Berlusconi è caricato a pallettoni. Se mai uscirà il nome di Mario Draghi, allora alla prima votazione si tirerà indietro e farà convergere Forza Italia su di lui. Ma se l’attuale premier restasse dov’è, il Cavaliere si sente già in partita.

La strategia per l’elezione, a cui parteciperanno 1.009 grandi elettori (630 deputati, 315 senatori elettivi, 6 senatori a vita e 58 delegati regionali), è già stata studiata. Berlusconi, infatti, ha chiesto a Lega e Fratelli d’Italia di non votarlo nei primi tre scrutini, cioè come puro candidato ‘di bandiera’, ma di scegliere scheda bianca, per poi iniziarlo a fare sul serio dal quarto scrutinio in poi, quando pensa di avere già in tasca l’accordo con i centristi (81 membri) e con un pezzo del gruppo Misto (104), senza dire che non solo tra gli ex pentastellati ma persino dentro i gruppi M5s già miete consensi.

Se sarà così, il suo sogno potrebbe realizzarsi. Ma il Cavaliere teme i franchi tiratori nel centrodestra e ha già ‘minacciato’ Lega e Fratelli d’Italia di ritorsioni, come pure i suoi che già sa non saranno compatti.

E se non dovesse farcela? In questo caso, Berlusconi è pronto a convogliare i suoi voti su un nome di ‘garanzia’, magari anche espresso dal centrosinistra, ma che non sia ‘di partito’ (nel mazzo ci sono Marta Cartabia, Pier Ferdinando Casini o Sabino Cassese). Ma, per ora, il Cavaliere pensa che il sogno di diventare ‘Presidente di tutti gli italiani’ sia a un passo e sta facendo di tutto per realizzarlo.

Ettore Maria Colombo