di Antonio Del Prete Altro che emissioni zero e terra da salvare. Hai voglia a contare i "minuti che mancano alla mezzanotte sull’orologio dell’Apocalisse", se per le principali squadre di calcio del tuo Paese il tempo è soltanto denaro da risparmiare, anche a costo di scaricare tra le nuvole quintali di anidride carbonica. Povero Boris Johnson. Mentre dal palco della Cop26 il premier britannico indossa il saio di Savonarola per inchiodare i leader mondiali alle loro responsabilità sul clima, la Bbc dedica un lungo approfondimento alle società della Premier League, colpevoli di scegliere regolarmente l’aereo per andare in trasferta. Emblematico il caso del Manchester United, che giusto un mese fa solcò i cieli per...

di Antonio Del Prete

Altro che emissioni zero e terra da salvare. Hai voglia a contare i "minuti che mancano alla mezzanotte sull’orologio dell’Apocalisse", se per le principali squadre di calcio del tuo Paese il tempo è soltanto denaro da risparmiare, anche a costo di scaricare tra le nuvole quintali di anidride carbonica. Povero Boris Johnson. Mentre dal palco della Cop26 il premier britannico indossa il saio di Savonarola per inchiodare i leader mondiali alle loro responsabilità sul clima, la Bbc dedica un lungo approfondimento alle società della Premier League, colpevoli di scegliere regolarmente l’aereo per andare in trasferta.

Emblematico il caso del Manchester United, che giusto un mese fa solcò i cieli per raggiungere Leicester: 160 chilometri coperti in dieci minuti circa. Come se il Milan imbarcasse Ibrahimovic e compagni su un velivolo Ita per azzerare la distanza con lo Juventus Stadium. Inevitabili le polemiche, per fronteggiare le quali i Red Devils furono costretti ad ammettere l’"eccesso". In circostanze normali, si giustificarono, avrebbero evitato il volo, ma il giorno della partenza l’autostrada M6 era intasata. A nessuno dei dirigenti dev’essere venuto in mente di salire su un treno, che normalmente impiega due ore e mezzo per compiere lo stesso tragitto.

"È stata una scelta orribile", commenta alla Bbc Dale Vince, proprietario dei Forest Green Rovers, società della League Two considerata tra le più verdi al mondo. I Diavoli rossi, comunque, non sono gli unici peccatori. Il Leeds, se possibile, ha fatto peggio. Il mese scorso il centrocampista Kalvin Phillips ha postato su Instagram la foto della squadra sul punto di finire con la testa tra le nuvole. L’approdo? Norwich. Tempo di volo stimato: 17 minuti. Tutto ciò nel giorno scelto dalla società di casa per sensibilizzare i tifosi "ad apportare piccole modifiche alle loro abitudini nel tentativo di diventare più sostenibili".

A sentire la Bbc, pare che la maggior parte dei club si muova in aeroplano per sbarcare in East Anglia. Arsenal compreso, a dispetto del precedente del 2015, quando fu oggetto di pesanti critiche proprio per questo motivo. Per non dire del Tottenham, finito nel mirino nientepopodimeno che di Greenpeace, per una trasvolata di 20 minuti con atterraggio a Bournemouth.

D’altra parte, la combustione necessaria a spingere un aereo produce grandi volumi di Co2. Fuoco che scalda il pianeta. E stando a quanto asserisce il britannico Dipartimento per le imprese, l’energia e la strategia industriale, sono proprio i voli a corto raggio i responsabili della maggior parte delle emissioni. Tanto che in aprile il Parlamento francese ha votato un disegno di legge per bandirli. Qualora dovesse approvarlo in seconda lettura, sarebbero cancellate tutte le rotte che possono essere rimpiazzate con due ore e mezza (o meno) di treno. In Spagna hanno la stessa idea. E la campagna per un trasporto migliore ha chiesto al governo britannico di vietare i voli interni laddove il viaggio possa essere affrontato sui binari in meno di cinque ore. Un provvedimento che muterebbe radicalmente le abitudini dei club di Premier League. E in Italia? "Gran parte dei team di Serie A viaggia sul charter di Frecciarossa", si legge in una nota di Ferrovie dello Stato. La palma di società più ecologista, ad ogni modo, va all’olandese l’Ajax, che nel 2019 salì in carrozza per partire alla volta di Lille, in Francia, dove l’attendeva una sfida di Champions. Una scelta che Edwin van der Sar, ad dei Lancieri ed ex portiere juventino, spiegò così: "Viviamo in un’epoca che è attenta al clima e vogliamo creare un buon esempio come club". Un modello che Oltremanica fatica ad attecchire.