9 apr 2022

Liliana Resinovich ultime notizie, l'amico Claudio Sterpin: "C'è un assassino libero"

Il rebus: le tracce sul cordino trovato accanto al cadavere non appartengono nemmeno a marito e vicino 

rita bartolomei
Cronaca

Trieste, 9 aprile 2022 - Liliana Resinovich, dopo ormai quattro mesi il giallo di Trieste sembra sempre più lontano da una soluzione. Le ultime notizie: il marito Sebastiano Visintin, l'amico Claudio Sterpin e il vicino di casa al momento escono di scena, se mai ci sono entrati. E resta senza risposta la domanda che tutti si fanno dall'inizio: omicidio o suidicio? Sterpin non ha dubbi e spiega al telefono: "Lilly non si è suicidata. C'è un assassino libero".

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I telefoni e la fede nuziale

Andando con ordine. La polizia Scientifica ha cercato le tracce sugli oggetti trovati accanto al cadavere della 63enne, scomparsa da casa la mattina del 14 dicembre e ritrovata morta il 5 gennaio nel parco dell'ex ospedale psichiatrico. Non aveva con sé i telefoni, poi ritrovati nell'appartamento del quartiere San Giovanni, come la fede nuziale.

Il cordino e l'impronta

Il corpo era in posizione fetale, chiuso in due sacchi neri da rifiuti, la testa infilata in due buste di plastica, chiuse da un cordino. E proprio su quello spago, era trapelato nei giorni scorsi, era stata trovata un'impronta maschile. Ma il test del Dna ha escluso che appartenga al marito Sebastiano Visintin, al vicino di casa e all'amico Claudio Sterpin.

La testimone

L'ultima a vedere viva Lilly è stata Iva, la fruttivendola di via San Cilino, negozio sulla strada che a piedi, con una camminata agevole, porta al boschetto del ritrovamento, sarà un chilometro e mezzo in linea d'aria. E quel cameo ci consegna un ritratto a tinte cupe: "Era scura in volto, come preoccupata", ha dichiarato la testimone. Che colloca la scena tra le 8.30 e le 9 del 14 dicembre. Liliana Resinovich è stata ripresa anche dalle telecamere di piazzale Gioberti, poco più avanti, capolinea degli autobus.

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Accanto al cadavere, non sarebbero state trovate tracce del marito Sebastiano Visintin ma nemmeno dell'amico Claudio Sterpin e del vicino di casa. I tre uomini erano stati sottoposti al test del Dna ma la prova avrebbe dato esito negativo.

"Un assassino in libertà"

Sterpin, che aveva conosciuto Lilly ragazza e l'aveva ritrovata di recente, ha raccontato che quella mattina di dicembre, era un martedì, l'aspettava a casa. Al telefono spiega di non aver cambiato idea e insiste: "Lilly non poteva suicidarsi. L'ho pensato dall'inizio e lo penserò per sempre. Nessuno mi ha comunicato niente sui test, l'ho letto anch'io come tutti. Se è così, si deve cercare altrove. C'è un assassino che circola libero.  I fatti mi daranno ragione".

Droghe e veleni

Eppure l'autopsia ha escluso tracce di violenza, la consulenza tossicologica della Procura ha escluso che Liliana Resinovich sia stata avvelenata o drogata. Sono state trovate, invece, tracce di un'aspirina e di una tachipirina. Ma allora, seguendo la pista di un killer in libertà,  come sarebbe stata uccisa? "Questo bisogna chiederlo a chi lo ha fatto - risponde Sterpin -. Però sono certo, non si  è suicidata. Anche perché qualcuno dovrebbe spiegarmi: com'è possibile che il corpo sia rimasto lì per tutti quei giorni? E non si sia deteriorato, ad esempio? Quella è tutta una messinscena".

L'ipotesi aggressione verbale

E se la 63enne invece fosse rimasta vittima di "un'aggressione verbale particolarmente violenta" e il suo cuore avesse ceduto per quello? Questo è il pensiero di Fulvio Covalero, che conosceva Lilly da una vita. Morte per “scompenso cardiaco acuto”, aveva stabilito l'autopsia a gennaio.  Così oggi si può solo mettere in fila un elenco di cose che non sono state.

 

 

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