4 gen 2022

Lidia Macchi, la madre: 35 anni senza pace. "Trovate il killer prima che io muoia"

La 21enne ammazzata a Varese nel 1987, l’unico imputato Binda assolto. "Voleva incontrarmi? Mai visto". Strazio e rabbia della donna: indagini fallimentari, il dna dell’assassino e altri reperti sono stati distrutti

gabriele moroni
Cronaca
La studentessa Lidia Macchi, aveva 21 anni. A destra, la madre, Paola Bettoni, 79 anni
La studentessa Lidia Macchi, aveva 21 anni

Trentacinque anni. Un mistero infinito. Una verità sfuggita, una giustizia negata. Per una donna sono stati trentacinque anni accompagnata dal più atroce, il più innaturale dei dolori: quello di un genitore costretto a sopravvivere a un figlio. Un figlio assassinato. Paolina Bettoni, 80 anni il prossimo aprile, è la madre di Lidia Macchi, la studentessa di Varese massacrata con ventinove coltellate la sera del 5 gennaio 1987, al Sass Pinì di Cittiglio, una collinetta squallida e solitaria che accoglie tossici, prostitute, discariche abusive. Enigma inestricabile. Omicidio senza un colpevole. Il 27 gennaio di un anno fa la Cassazione ha reso definitiva l’assoluzione con formula piena di Stefano Binda, oggi 54 anni, una laurea in filosofia, per due anni compagno di liceo classico di Lidia e come lei militante di Comunione e Liberazione. Dice mamma Paolina: "Trentacinque anni sono trentacinque anni. Il mio dolore più grande è di non sapere cosa è successo e chi è stato. Da allora non smetto di tormentarmi. E ci devo convivere". Una speranza? "Ne ho una. Spero, prima di morire, di sapere chi è stato. Mi rendo conto che è impossibile, se non sarà questa persona a farsi viva. Se non lo farà, vorrà dire che non ha un cuore, non ha un’anima. Uno che ha commesso una cosa simile non può avere né cuore né anima. Ma spero, spero sempre. Mi basterebbe una segnalazione anonima. Chiunque sia stato. E per lui spero che, quando verrà il suo momento, il Signore lo perdoni". Con il lutto, con lo strazio, cosa è cambiato nella vostra vita? "La morte di Lidia ha cambiato la vita di tutta la famiglia. Nello stesso tempo ci ha uniti ancora di più. Io, mia figlia Stefania, mio figlio Alberto siamo l’uno per l’altro. Sento l’affetto, la solidarietà della gente. Tutti ...

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