di Alessandro Farruggia La quasi totalità dei vaccinati con ciclo completo evita ospedalizzazioni, terapie intensive e morte. "L’efficacia complessiva della vaccinazione, aggiustata per età – osserva l’Istituto superiore di sanità, con dati raccolti dal 4 aprile al 25 luglio – è superiore al 65% nel prevenire l’infezione in vaccinati con ciclo incompleto e superiore all’85% per i vaccinati con ciclo completo. L’efficacia nel prevenire l’ospedalizzazione sale all’81,7% con ciclo incompleto e al 95% con ciclo completo. L’efficacia nel prevenire i ricoveri in terapia intensiva...

di Alessandro Farruggia

La quasi totalità dei vaccinati con ciclo completo evita ospedalizzazioni, terapie intensive e morte. "L’efficacia complessiva della vaccinazione, aggiustata per età – osserva l’Istituto superiore di sanità, con dati raccolti dal 4 aprile al 25 luglio – è superiore al 65% nel prevenire l’infezione in vaccinati con ciclo incompleto e superiore all’85% per i vaccinati con ciclo completo. L’efficacia nel prevenire l’ospedalizzazione sale all’81,7% con ciclo incompleto e al 95% con ciclo completo. L’efficacia nel prevenire i ricoveri in terapia intensiva è pari all’89% con ciclo incompleto e 97,2% con ciclo completo. Infine, l’efficacia nel prevenire il decesso è pari all’80,3% con ciclo incompleto e a 96,4% con ciclo completo". Il fatto che nelle ultime settimana ci siano percentualmente molti vaccinati (di solito con una dose) che finiscono in ospedale è una contraddizione apparante.

"Occorre tenere in considerazione che, nel momento in cui le vaccinazioni nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura – spiega l’Iss – si verifica il cosiddetto effetto paradosso per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati, per via della progressiva diminuzione nei volumi di questi ultimi. Per esempio, nella fascia di età 80+, dove la copertura vaccinale è alta, si osserva che il numero di ospedalizzazioni fra vaccinati con ciclo completo e non vaccinati è simile. Ma se si considera il tasso di ospedalizzazione negli ultimi 30 giorni, si riscontra come questo per i non vaccinati sia circa nove volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo (27 contro 3 ricoveri per 100.000 abitanti)".

Così la pensa anche l’Ordine dei medici. "I dati disponibili – osserva Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) – indicano che le persone che vanno in rianimazione per l’80-90% dei casi sono non vaccinate. E questa è una dimostrazione di quanto importante sia il vaccino. Invito gli italiani che non vogliono vaccinarsi a fare una forte riflessione e a comprendere come queste malattie infettive richiedono a tutti noi un impegno importante, ovvero essere disponibili a vaccinarsi".

Secondo il report settimanale del Governo sulle vaccinazioni, in Italia sono state somministrate oltre 71 milioni di dosi di vaccino contro il Coronavirus.

Il 64% della popolazione vaccinabile (gli over 12) ha completato il ciclo vaccinale, mentre il 73,7% ha ricevuto almeno una dose. In rapporto alla popolazione totale, il 57,5% ha completato il ciclo di vaccinazione, mentre il 66,4% ha ricevuto almeno una dose di vaccino. I grafici del Rapporto mostrano ancora chiaramente la stretta relazione tra l’aumento dei vaccini e il crollo delle ospedalizzazioni, sia in area medica sia in terapia intensiva, pure a fronte di un leggero aumento dei ricoveri nell’ultimo periodo.