Dice che fare scissioni non è nelle sue corde, ma i parlamentari 5 Stelle che gli sono vicini non sono moltissimi, forse però determinanti. Soprattutto al Senato dove il ‘pattuglione’ dei duri e puri è più corposo rispetto alla Camera. Ecco perché il timore di Crimi (ma anche di Di Maio) è che la fronda possa saldarsi rendendo...

Dice che fare scissioni non è nelle sue corde, ma i parlamentari 5 Stelle che gli sono vicini non sono moltissimi, forse però determinanti. Soprattutto al Senato dove il ‘pattuglione’ dei duri e puri è più corposo rispetto alla Camera. Ecco perché il timore di Crimi (ma anche di Di Maio) è che la fronda possa saldarsi rendendo la maggioranza al Senato comunque fragile, nonostante gli sforzi fatti per bere pure l’amaro calice di Renzi di nuovo in maggioranza. "Un conto è gridare al voto – spiega una fonte interna grillina a Palazzo Madama – un conto è poi passare dalle parole ai fatti. E io non ce li vedo davvero questi qui che tornano a lavorare…". Al Senato, dunque, i vicini a Dibba sono l’ex ministra Barbara Lezzi, la vice presidente Paola Taverna, Elio Lannutti, Mattia Mantero, Mattia Cruscioli, l’ex ministro Toninelli e il senatore Cataldo Mininno. Persino il ministro Stefano Patuanelli è dato tra i simpatizzanti di Dibba, come del resto Emanuele Dessì, ma di sicuro questi ultimi non sono assolutamente d’accordo con l’idea di una scissione.

Alla Camera la situazione è più fluida, perché i vicini a Di Battista sono numerosi soprattutto tra le fila degli eletti alla prima legislatura, mentre tra i big ci sono l’ex ministra Giulia Grillo, Alvise Maniero con un gruppo di ‘no Mes’ storici come Pino Cabras, Fabio Berardini, Francesco Forciniti, Andrea Colletti, Maria Lapia, Emanuela Corda, Jessica Costanzo, Carlo Ugo De Girolamo, Giulio Dori, Francesco Sapia, Arianna Spessotto e Andrea Vallascas. Ma è un gruppo, giurano fonti grilline, che davanti allo spauracchio delle elezioni poi potrebbe anche restare serenamente nei ranghi.

e.g.p.