Nessuna eccezione per i lavoratori essenziali: i figli di queste categorie ’speciali’ non potranno usufruire della didattica in presenza. Anche se le categorie non sono neanche state specificate, dopo che nei giorni scorsi si era parlato dei sanitari impegnati nella lotta al Covid e delle forze dell’ordine....

Nessuna eccezione per i lavoratori essenziali: i figli di queste categorie ’speciali’ non potranno usufruire della didattica in presenza. Anche se le categorie non sono neanche state specificate, dopo che nei giorni scorsi si era parlato dei sanitari impegnati nella lotta al Covid e delle forze dell’ordine. L’unica possibilità di svolgere attivià in presenza a scuola riguarda esclusivamente i bambini e ragazzi con disabilità e con bisogni educativi speciali nonché le attività laboratoriali.

Il Comune di Bologna sta inviando una lettera alle famiglie con i chiarimenti forniti dal ministero dell’Istruzione sull’attività in presenza in zona rossa a seguito dell’entrata in vigore dell’ultimo Dpcm del 2 marzo 2021. Si tratta delle famiglie che nei giorni scorsi hanno compilato la richiesta di attivare l’attività educativa in presenza per ragioni legate alla situazione lavorativa dei genitori; confermata a partire da martedì 9 marzo l’apertura dei servizi 0-6 per i soli casi contemplati dal Dpcm e dalla nota del ministero dell’Istruzione.

Mentre qualche dirigente scolastico ha ‘tirato dritto’, ammettendo di fatto i bambini con genitori impegnati nel settore sanitario, il Comune, che nei giorni scorsi aveva raccolto le richieste dei genitori potenzialmente interessati, conferma lo stop per le ’eccezioni’ dei lavoratori essenziali. "Poter mandare i propri figli a scuola in presenza era l’unica ancora di salvezza per gli operatori sanitari. Dopo lo stop arrivato dal ministero, invece, ora è un delirio", è il grido delle delegate Cisl-Fp dell’ospedale Maggiore di Bologna.