Davide Rondoni La scuola é il banco di prova di ogni civiltà. E questa civiltà della politica alle prese con il demone della salute non fa eccezione. Da vari segnali pare che ci troviamo al punto dello scorso anno. Simili problemi di non chiarezza nelle procedure, di deficit dei trasporti, di posizioni sindacali divergenti dalle governative etc.. Ma il governo Draghi pare...

Davide

Rondoni

La scuola é il banco di prova di ogni civiltà. E questa civiltà della politica alle prese con il demone della salute non fa eccezione. Da vari segnali pare che ci troviamo al punto dello scorso anno. Simili problemi di non chiarezza nelle procedure, di deficit dei trasporti, di posizioni sindacali divergenti dalle governative etc.. Ma il governo Draghi pare deciso a fare andare a scuola i ragazzi. Del resto altri Paesi lo hanno fatto, e un altro anno di didattica a distanza sarebbe disumano e grave sugli effetti scolastici e sulla tenuta psicologica.

La scuola è presenza o non è. Poter andare in spiaggia e non a scuola sarebbe un segnale, l’ennesimo, devastante dopo una estate in cui molti troppi paradossi si sono sperimentati, specialmente tra i giovani. Come quei due studenti che in una Napoli piena di calca, di assembramenti senza regole, si sono visti negare l’accesso ai capolavori di Caravaggio per un difetto di procedura burocratica. E il punto infatti è questo. Se si "perseguitano" i volenterosi, chi va a un museo, a scuola, a teatro e si lascia allo stato brado il resto si finisce dentro un pericoloso paradosso sociale. Per evitare il quale occorre però un cambio fondamentale. Passare dal clima di terrore al clima del buon senso che, dice Manzoni, spesso si nasconde per paura del "senso comune".

È il banco di prova della scuola a cui è chiamato il governo. La narrazione terroristica della pandemia non regge. Non funziona nemmeno, perchè si scontra con il paradosso che è la vita umana e con tutti i paradossi che essa ci presenta. Non bastano mai solo le procedure. Tantomeno in emergenza. Il ritorno a scuola mette alla prova il governo che ne fa giustamente un punto d’onore. Per rispettarlo dovrà credere e appoggiarsi al buon senso delle famiglie, dei professori e dei dirigenti più che ai troppi specialisti dell’allarme che hanno allignato in questo anno e mezzo.