ROMA "Nessuno colpisca la scuola con ipotesi di chiusura della didattica in presenza". Maurizio Lupi (foto), leader di Noi con l’Italia, illumina un rischio potenziale nella conversione del Dl 111 ora all’esame della Camera. Quale? "Al comma 1 si sostiene che l’attività scolastica e l’attività...

ROMA

"Nessuno colpisca la scuola con ipotesi di chiusura della didattica in presenza". Maurizio Lupi (foto), leader di Noi con l’Italia, illumina un rischio potenziale nella conversione del Dl 111 ora all’esame della Camera.

Quale?

"Al comma 1 si sostiene che l’attività scolastica e l’attività didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, sono svolte in presenza per assicurare il valore della scuola come comunità e tutelare la sfera sociale e psico-affettiva. Poi però al comma 4 si concede ai presidenti delle Regioni, delle Province autonome e ai sindaci la possibilità di derogare al comma 1, “esclusivamente in zona rossa o arancione“".

E la cosa la preoccupa?

"Sì perché, se malauguratamente la pandemia dovesse riprendere forza, le scuole dovranno restare aperte. Una scuola non è meno essenziale di un supermercato".

Su questo emendamento lei sembra molto carico.

"Non amo le soluzioni pasticciate. Se Draghi, Speranza e Bianchi dicono che la didattica è in presenza, così dev’essere".

Il comma 4 condiziona però l’ipotesi di chiusure a specifiche "circostanze di eccezionale e straordinaria necessità". Non è una tutela sufficiente?

"Solo a patto di togliere le parole “zona rossa o arancione“. Il rischio che qualcuno blocchi le lezioni va eliminato anche in ipotesi. Chiusure selettive sì, automatiche in base ai colori no".

E quindi?

"Chiediamo a tutti gruppi parlamentari di sottoscrivere il nostro emendamento. E al governo di farlo proprio".

g.ros.