14 feb 2022

L’ex primario era ancora ai vertici dei clan Arrestato di nuovo dopo vent’anni

Delle nuove leve di Cosa Nostra parlava con disprezzo ("sono quattro banditelli da tre lire"), ma il suo cuore e soprattutto i suoi affari continuavano a essere legati a doppio filo a Cosa nostra. Giuseppe Guttadauro, ex primario all’ospedale Civico di Palermo, storico padrino del mandamento mafioso di Brancaccio, non ha mai interrotto i suoi legami con le cosche e ieri è stato arrestato con l’accusa di associazione mafiosa. "Ti devi evolvere, hai capito?...", diceva al figlio, suo trait d union con i clan, invitandolo a rispettare le regole di Cosa Nostra pur stando al passo con la modernità. A Roma il dottore aveva stretto relazioni importanti con esponenti dei salotti buoni. L’inchiesta ha svelato che aveva cercato di risolvere un contenzioso tra una facoltosa romana, Beatrice Sciarra, moglie di un chirurgo docente alla Sapienza, e Unicredit. Guttadauro, emerge dalle intercettazioni, aveva fatto capire chiaramente che sarebbe passato, in caso di esito infruttuoso della sua mediazione, all’azione, incaricando qualcuno di "dare legnate" al soggetto che impediva la transazione, l’ex ministro Mario Baccini.

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