Lucia Azzolina
Lucia Azzolina
L’ex ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, diventa preside di ruolo nella sua Sicilia. Il contratto sarà firmato a fine agosto, la deputata del Movimento 5 Stelle accetterà l’incarico ma resterà in aspettativa per il mandato parlamentare. A rendere pubbliche le future immissioni è stato il ministero dell’Istruzione, che ora vede a capo Patrizio Bianchi. Nella graduatoria, la Azzolina è il numero 2.544 della classifica generale: per arruolare questi 396 dirigenti scolastici, il ministero è andato a pescare nel concorso del 2017, perché gli aspiranti presidi vincitori del bando...

L’ex ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, diventa preside di ruolo nella sua Sicilia. Il contratto sarà firmato a fine agosto, la deputata del Movimento 5 Stelle accetterà l’incarico ma resterà in aspettativa per il mandato parlamentare. A rendere pubbliche le future immissioni è stato il ministero dell’Istruzione, che ora vede a capo Patrizio Bianchi.

Nella graduatoria, la Azzolina è il numero 2.544 della classifica generale: per arruolare questi 396 dirigenti scolastici, il ministero è andato a pescare nel concorso del 2017, perché gli aspiranti presidi vincitori del bando 2018-2019 sono già stati tutti assunti. La Azzolina si è piazzata nella posizione 2.544 e ha vinto il posto in Sicilia, che aveva indicato come destinazione preferenziale, lei che è nata a Siracusa (ma ha insegnato a Biella).

Su questo concorso, le polemiche non sono mancate. Sul piano politico, le opposizioni ironizzarono perché, nell’estate del 2020, era stata proprio l’allora ministra a dare l’ok per le nuove assunzioni, attingendo quindi da quella graduatoria: in pratica, che la Azzolina "stabilizzava" se stessa. L’esponente a 5 Stelle replicò che non aveva il potere "di bloccare o non bloccare una graduatoria": respinti i ricorsi, i circa 3mila docenti vincitori (tra cui lei stessa) potevano prendere il proprio posto.

Sul piano tecnico, poi, ci sono ben 6 Procure in tutta Italia al lavoro dopo la segnalazione di un gruppo di ricorrenti (aspiranti presidi poi bocciati) che hanno bollato le prove scritte come "molto discutibili" e si sono appellati a Tar regionali e Consiglio di Stato. L’ultimo ricorso, però, è stato respinto a gennaio 2021: il Consiglio di Stato, pur confermando la legittimità della graduatoria, aveva però chiesto che gli atti – cioè i compiti dei candidati – fossero resi pubblici. Ma quelle carte erano rimaste nella cassaforte del ministero, sia con a capo la Azzolina (che, per questo, era stata bersaglio di altre critiche), sia, inizialmente con il successore Bianchi, che poi le ha fatte avere ai richiedenti.

L’ex ministra, per la cronaca, è passata con un punteggio di 80,5 su 100 (l’asticella minima era 70), tra i punteggi si distinguono uno ’0’ in informatica e un ’5’ in inglese (dieci punti su venti). Ma quello che viene contestato dai ricorrenti, in sostanza, è la vicinanza della sottocommissione d’esame (la numero 19), che l’ha giudicata. Il compito scritto dell’Azzolina, tra l’altro, fu corretto il 15 marzo 2019, in una stanza del ministero dell’Istruzione in Via Carcani 61, edificio vicino alla struttura storica di Viale Trastevere.

È vero che, al momento della correzione del testo scritto, la 38enne siciliana non era ancora ministro (lo diventerà il 10 gennaio 2020 col governo Conte II), ma dal giugno 2018 era già in Commissione Istruzione, si occupava di scuola per il Movimento 5 Stelle da tempo e diventerà poi sottosegretaria del ministero di viale Trastevere pochi mesi dopo, nel settembre 2019.