MILANO

"Anch’io sono stata narcotizzata e costretta a subire minacce e maltrattamenti, vivevo in uno stato di soggezione psicologica". Per oltre dieci ore, al quarto piano del Palazzo di giustizia di Milano, l’ex moglie di Antonio Di Fazio ha ripercorso davanti ai pm i suoi anni da incubo con il manager arrestato con l’accusa di aver narcotizzato e poi stuprato, lo scorso 26 marzo, una studentessa bocconiana 21 enne. Ha ripercorso, con un racconto "lungo e doloroso", la sua vita con il marito con cui troncò la relazione ormai quasi dieci anni fa, nel 2012. All’epoca si sarebbe già verificato quello ‘schema’ che sta emergendo in questo giorni, fatto di abusi e minacce nei confronti di donne soggiogate anche attraverso l’uso di benzodiazepine, farmaci ansiolitici. Un "professionista", metodico nel suo agire e manipolatore, come lo ha descritto chi indaga. Il lungo racconto della donna, intervallato da pause per riprendere fiato e per riportare alla memoria particolari che risalgono ad anni fa, è una tappa importante nell’inchiesta dei carabinieri coordinata dal procuratore aggiunto Maria Letizia Mannella e dal pm Alessia Menegazzo. Le due denunce per maltrattamenti presentate in passato dall’ex moglie, all’epoca archiviate, sono infatti destinate ad essere riviste alla luce degli episodi che stanno emergendo in questi giorni.

Andrea Gianni