Mercoledì 24 Luglio 2024
RICCARDO JANNELLO
Cronaca

L’ex campione torna libero: "Pistorius uccise mia figlia. Così siamo noi all’ergastolo"

di Riccardo Jannello Ieri all’alba di Pretoria (le 6.30 in Sudafrica, le 5.30 da noi) Oscar Pistorius – il primo atleta...

L’ex campione torna libero: "Pistorius uccise mia figlia. Così siamo noi all’ergastolo"

L’ex campione torna libero: "Pistorius uccise mia figlia. Così siamo noi all’ergastolo"

Ieri all’alba di Pretoria (le 6.30 in Sudafrica, le 5.30 da noi) Oscar Pistorius – il primo atleta paralimpico che ha partecipato anche ai Giochi di atletica per normodotati, nel 2012 a Londra, e ad avere vinto una medaglia d’argento ai mondiali nella staffetta 4x400 a Taegu nel 2011 – è uscito dal carcere dove era rinchiuso da sei anni per avere ucciso la fidanzata. Ora si trova in libertà vigilata. Il ministero della Giustizia ha tenuto a sottolineare che sarà sottoposto a controlli e che il suo status di atleta e noto personaggio pubblico "non lo rende diverso dagli altri detenuti né giustifica un trattamento incoerente con la legge". Intanto però ha lasciato la cella di Atterridgeville per la lussuosa villa di zio Arnold a Waterkloof, il quartiere ricco di Pretoria. La vita di "Blade Runner", 37 anni, così soprannominato per le lame con le quali correva come il vento, fatta di coraggio, successi e notorietà ma segnata dall’amputazione di entrambe le gambe sotto il ginocchio per una gravissima malattia a 11 anni, era svoltata la notte del 14 febbraio 2013: sparò quattro colpi di pistola alla fidanzata Reeva Steenkamp, modella di 29 anni, scambiandola per un’intrusa; confessione che per la famiglia di lei nascondeva un omicidio volontario. Alla fine di quattro anni di processi, la condanna definitiva fu di 13 anni e 6 mesi, ma già nel 2021 i giudici dettero il via alla procedura per poter arrivare alla liberta vigilata, che Pistorius si è "guadagnato" ieri mattina. Nella villa di zio Arnold, Oscar rimarrà, e sarà costantemente monitorato, fino al compimento della pena nel 2029 e a meno di nuovi provvedimenti non potrà consumare alcolici, tantomeno altre sostanze "proibite", rilasciare interviste e dovrà seguire una serie di programmi di riabilitazione per calmare la rabbia. Potrà uscire dalla sua prigione dorata ma non in determinate ore e comunicando la destinazione. Una condizione che la famiglia Steenkamp considera di favore. "Noi invece – dicono – viviamo nel nostro ergastolo di dolore".