È morto a 73 anni nella sua casa di Washington John Rizzo, l’avvocato della Cia che autorizzò la tecnica del ’waterboarding’ (o annegamento simulato) e altre forme di tortura contro i sospetti militanti islamici dopo gli attentati dell’11 settembre. La morte risale al 6 agosto, apparentemente per un attacco cardiaco, così ha riferito il figlio James W. Rizzo.

L’avvocato della Cia è stato l’architetto legale della guerra al terrore, dando disco verde alle prigioni secrete della Central Intelligence nel mondo e alle cosiddette "tecniche di interrogatorio potenziato", comprendenti anche la privazione del sonno e del cibo. Rizzo, che lavorò nella Cia per 34 anni, approvò poi gli attacchi con droni contro i terroristi, altro fronte polemico caldissimo, perché il sistema causò anche la morte e il ferimento di numerosi civili. È stato consulente legale fino al suo pensionamento nel 2009.

Il New York Times ricorda una sua intervista del 2011, il dubbio di una vita. "Per me, la domanda più intrigante, e credo senza risposta, è: le stesse informazioni sarebbero state ottenute senza l’uso di queste tecniche straordinariamente controverse? Come ho detto, penso che alla fine la risposta non si possa conoscere".