Ambulanza al policlinico di Bari (ImagoE)
Ambulanza al policlinico di Bari (ImagoE)

Bari, 24 novembre 2020 - I carabinieri del Nas hanno sequestrato due interi padiglioni del Policlinico di Bari - Chini e Asclepios - perché "infetti da batteri di legionella". Il decreto di sequestro preventivo è stato disposto nell'ambito di una indagine sulla morte di quattro pazienti, avvenuti tra il 2018 e il 2020, morti dopo aver contratto il batterio. 
Nell'inchiesta sono indagati cinque dirigenti del Policlinico, per i reati di omissione di atti d'ufficio e morte come conseguenza di altro delitto, tra i quali il direttore generale Giovanni Migliore.

Il gip: rischi elevatissimi di altri morti

Nei reparti di cui si chiede il sequestro vi sono enormi coltivazioni di batteri di legionella, che potrebbero causare altri morti: è il motivo per cui il gip di Bari Giuseppe De Benedictis ha disposto il sequestro (con facoltà d'uso) dei due padiglioni. Per il giudice per le indagini preliminari, non essendo state attuate le misure necessarie a prevenire ulteriore diffusione del batterio, sussistono attualmente rischi elevatissimi di nuova verificazione di decessi. 

Batteri nelle tubature

Il fatto è che nel policlinico non sono state attuate le necessarie misure di prevenzione e bonifica per eliminare il batterio legionella dalle tubature di alcuni reparti. I responsabili, secondo l'accusa, sarebbero i cinque indagate dalla Procura del capoluogo pugliese per omissione d'atti d'ufficio e morte come conseguenza di altro reato. Si tratta dei vertici dell'azienda ospedaliera, a partire dal direttore generale, Giovanni Migliore. L'inchiesta è stata condotta dal Nas dei carabinieri ed è partita in seguito a un decesso avvenuto nel giugno 2018 di un paziente che aveva contratto la legionella mentre era ricoverato.