10 apr 2022

Lega e Iv frenano l’intesa sul Csm Resta il nodo del sistema di voto

Secco il no dei magistrati. Cartabia: "Mattarella e il Paese attendono la riforma".

Marta Cartabia è nata nel 1963
Marta Cartabia è nata nel 1963
Marta Cartabia è nata nel 1963

È stata raggiunta una intesa di massima nella riunione di maggioranza con il ministro della Giustizia Marta Cartabia sulla riforma del Csm: c’è un accordo sulla carta sui punti che erano rimasti irrisolti come il passaggio di funzioni tra giudici e pm, che verrà limitato ad un solo cambio, e il sistema elettorale del Csm.

Il guardasigilli è soddisfatto per l’intesa raggiunta nel merito: "Sui contenuti ci siamo". Ma, pur plaudendo allo "spirito costruttivo", mette in guardia sulle resistenze dei partiti: "Il paese e il Presidente Mattarella si aspettano la riforma". Un sì convinto al nuovo testo viene da Fi e Azione. L’insistenza di Italia viva sul sistema elettorale e le perplessità della Lega a non contraddirsi sui quesiti referendari, come la separazione delle carriere, fanno scattare l’allarme rosso del Pd. Sì, perchè tanto Iv che il Carroccio fanno sapere di mantenere, al momento, i loro emendamenti. "Non è accettabile", tuonano i democratici. Silvio Berlusconi mette in chiaro che il testo non può essere blindato con la fiducia.

Ma protestano anche i magistrati. "È un accordo che peggiora sensibilmente un impianto già denso di criticità" è il drastico il giudizio del segretario dell’Anm Salvatore Casciaro. Le toghe bocciano sia la mediazione sull’unico cambio di funzioni: "È una separazione delle carriere camuffata". Sia il sorteggio delle Corti d’appello e il il "fascicolo di performance", causando una dura reazione del Carroccio: "La casta minoritaria dei magistrati di sinistra non può continuare a condizionare la vita di un intero Paese".

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