Assembramenti a San Lorenzo, Roma
Assembramenti a San Lorenzo, Roma
La Sardegna tornerà gialla da lunedì, allo scadere dell’ordinanza vigente, ma per il resto non ci saranno altri cambiamenti. Confermate Umbria, provincia di Bolzano, Puglia e Sicilia in zona arancione, tutte le altre Regioni sono ancora gialle. Con le Regioni in pressing sul governo dimissionario per riaprire i ristoranti nelle zone gialle anche la sera – richiesta che ha avuto parere negativo dal Cts – Il monitoraggio della Cabina di Regia mostra "un lieve generale peggioramento dell’epidemia con un aumento da una a tre (Umbria, Puglia e provincia di Bolzano) delle regioniprovince classificate a rischio alto, mentre sono...

La Sardegna tornerà gialla da lunedì, allo scadere dell’ordinanza vigente, ma per il resto non ci saranno altri cambiamenti. Confermate Umbria, provincia di Bolzano, Puglia e Sicilia in zona arancione, tutte le altre Regioni sono ancora gialle. Con le Regioni in pressing sul governo dimissionario per riaprire i ristoranti nelle zone gialle anche la sera – richiesta che ha avuto parere negativo dal Cts – Il monitoraggio della Cabina di Regia mostra "un lieve generale peggioramento dell’epidemia con un aumento da una a tre (Umbria, Puglia e provincia di Bolzano) delle regioniprovince classificate a rischio alto, mentre sono undici quelle a rischio moderato e calano da dieci a sette quelle a rischio basso. È fondamentale rimanere a casa il più possibile".

Alcune Regioni, varie associazioni di categoria e diversi esponenti politici (dalla Lega a Forza Italia e Fdi, dal viceministro Sileri di M5s ad Anzaldi di Iv) hanno chiesto in questi giorni la apertura dei ristoranti fino alle 22 nelle zone gialle (apertura che secondo Coldiretti consentirebbe di salvare l’80% del fatturato). Il governatore Attilio Fontana e l’assessore lombardo allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, hanno inviato ieri una lettera formale al governo nella quale chiedono che i ristoranti e le attività assimilabili possano svolgere la loro attività fino alle ore 22. E sembre ieri il presidente della Regione Liguria ha dato la notizia che il Cts aveva dato parere favorevole. Ma è subito arrivata la doccia fredda. "Non c’è alcun via libera del Comitato tecnico scientifico – ha chiarito una nota del Cts – alla riapertura della ristorazione nelle zone e negli orari che attualmente ne prevedono la chiusura. Nel verbale della riunione del Comitato del 26 gennaio 2021 vi sono indicate, anzi, alcune considerazioni sul rafforzamento delle misure restrittive adeguandole alle caratteristiche strutturali dei locali e alla tipologia del servizio reso".

Il Cts, come l’Iss è preoccupato per l’andamento dell’epidemia e teme il calo del distanziamento sociale visto lo scorso fine settimana e temuto a maggior ragione per questo, quando 16 Regioni sono ormai gialle. Già ieri la Polizia locale di Roma Capitale ha chiuso temporaneamente piazza dell’Immacolata, nel quartiere di San Lorenzo, luogo della movida capitolina. "L’incidenza a livello nazionale – osserva Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore della Sanità – si mantiene su 130 nuovi casi ogni 100mila abitanti in 7 giorni, anche se la provincia di Bolzano addirittura supera il 600, e altre regioni come l’Umbria, il Friuli Venezia Giulia e la provincia di Trento presentano un’incidenza superiore a 200. L’indice Rt questa settimana e’ di 0.84, lo stesso della scorsa settimana, ma molte regioni (Abruzzo 0.99; Toscana 0.98; Liguria 0.95, Marche 0.95. ndr) ruotano intorno al valore di 1. La fase è delicata". Da notare che l’Umbria, nella quale sono riscontrate anche due varianti Covid, quella brasiliana e quella inglese, ha evitato di scalare a rossa ma avrà zone rosse nel suo territorio. Lo stesso accadrà in altre Regioni, ad esempio nel comune di Chiusi in Toscana e nella provincia di Chieti in Abruzzo.

Alessandro Farruggia