Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, 52 anni
Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, 52 anni
La variante Delta cresce anche in Italia e con essa il rischio che coi criteri attuali alcune regioni tornino gialle in un paio di settimane. I nuovi positivi sono saliti dagli 888 di lunedì ai 1.534 di ieri (ma con molti più test e infatti il tasso di positività è sceso dall’1,21% allo 0,8%) e la variante Delta è già al 32,6% e molto di più in alcune regioni (il 57% nel Lazio). Per fortuna con 58 milioni di dosi di vaccino somministrate, le ospedalizzazioni restano basse. Così, per evitare passaggi in giallo senza che ve ne sia la necessità, le Regioni chiedono di rivedere i parametri, dando priorità al numero dei...

La variante Delta cresce anche in Italia e con essa il rischio che coi criteri attuali alcune regioni tornino gialle in un paio di settimane. I nuovi positivi sono saliti dagli 888 di lunedì ai 1.534 di ieri (ma con molti più test e infatti il tasso di positività è sceso dall’1,21% allo 0,8%) e la variante Delta è già al 32,6% e molto di più in alcune regioni (il 57% nel Lazio). Per fortuna con 58 milioni di dosi di vaccino somministrate, le ospedalizzazioni restano basse. Così, per evitare passaggi in giallo senza che ve ne sia la necessità, le Regioni chiedono di rivedere i parametri, dando priorità al numero dei ricoveri ospedalieri. E il sottosegretario Pierpaolo Sileri si dice favorevole: "I parametri per le Regioni devono cambiare. Ma se non cambieranno, un modo per evitare chiusure potrebbe essere il green pass. Cambierei i parametri dando un peso maggiore a ospedalizzazione e vaccinazioni".

"Anziché ricorrere a misure restrittive generalizzate con i vecchi parametri – osserva l’assessore regionale del Lazio alla Sanità, Alessio D’Amato – oggi sono prioritari due indicatori: da un lato il tasso di completa copertura vaccinale rispetto alla popolazione e dall’altro il tasso di ospedalizzazione. No a restrizioni con pochi ricoveri".

"Abbiamo una grande mole di asintomatici, i parametri ne devono tenere conto, quella che conta ora è l’ospedalizzazione – afferma il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia – . Non possiamo pensare che davanti ad un contesto di asintomatici possano scattare misure di sanità pubblica riconducibili a periodi in cui avevamo gli ospedali pieni". Così la pensa anche la Lombardia. "È necessario procedere a una rivalutazione dei parametri per il passaggio delle regioni in una fascia di rischio più alta – sostiene il governatore lombardo Attilio Fontana –. Se è vero che anche di fronte all’aumento degli indici di contagio c’è una riduzione o un non aumento dell’ospedalizzazione occorre tenerne conto. Mi sembra che l’argomento sia all’ordine del giorno di una riunione a un tavolo tra ministero, Iss e Regioni". "La sede di discussione di eventuali modifiche – osserva l’assessore alla sanità della regione Emilia-Romagna, Raffaele Donini – deve essere la Conferenza Stato-Regioni. In Emilia-Romagna la variante Delta è ormai predominante, ma l’ambito ospedaliero registra solo l’1% di ricoveri tra i nuovi contagiati".

"Chiederemo al governo – spiega il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti – di cambiare i parametri. Considerato che gran parte della popolazione sta aderendo alla campagna vaccinale non ha più senso calcolare l’Rt in base ai contagi ma dovremmo attenerci ai dati della pressione ospedaliera, quindi calcolare i parametri di rischio in base ad un Rt ospedaliero". "Le Regioni – osserva la direttrice della direzione prevenzione regionale del Veneto, Francesca Russo – sono d’accordo nel chiedere la riduzione dei parametri da 21 a 12, e sul puntare sui soggetti sintomatici che vengono ricoverati in ospedale e che possono creare stress sul sistema sanitario". Le nuove norme potrebbero essere discusse in una conferenza Stato-Regioni la prossima settimana.

Alessandro Farruggia