di Benedetta Cucci Stefano Bonaga, “Paolo e Francesca innamorati innocenti“... "L’amore non si può definire a priori. Ma nel caso di Paolo e Francesca abbiamo due figure talmente pure nel loro desiderio che Dante stesso ne è coinvolto. E li mette all’inferno, mi viene da dire, perché il codice, in qualche modo, gli impone di metterli all’inferno. Il suo amore per loro già li salva in qualche modo, non certo dalla punizione eterna, sulla quale io farei una piccola...

di Benedetta Cucci

Stefano Bonaga,

“Paolo e Francesca

innamorati innocenti“...

"L’amore non si può definire a priori. Ma nel caso di Paolo e Francesca abbiamo due figure talmente pure nel loro desiderio che Dante stesso ne è coinvolto. E li mette all’inferno, mi viene da dire, perché il codice, in qualche modo, gli impone di metterli all’inferno. Il suo amore per loro già li salva in qualche modo, non certo dalla punizione eterna, sulla quale io farei una piccola confessione da ateo: la libertà del volere, dal mio punto di vista è una follia teorica".

Secondo Bonaga il libero arbitrio dalla tradizione teologica è attribuito all’anima, cioè a un ente che non appartiene alla fisica. "Nel caso di un ente metafisico si può immaginare la libertà del volere, ma se voi pensate che la libertà di qualunque gesto sia libera, è come l’atto divino che dal nulla crea qualcosa. Nella fisica tutto è effetto di qualcosa d’altro e proporrei a me stesso e a chi vuole, di rovesciare la classica dualità fra libertà e potenzao del potere fare qualcosa. Noi chiamiamo libero ciò che possiamo, ma ciò che possiamo non è fondato sulla nostra libertà, piuttosto noi chiamiamo libero ciò che possiamo fare. Io sono libero di fare questo, oppure non sono libero di farlo".

Questo è il tema del desiderio… si può governare il desiderio? "Spinoza – continua Bonaga – si pone un problema serissimo del passaggio dalle passioni agli affetti. Le passioni si subiscono, non si governano, il tentativo della ragione è quello di dominare le passioni attraverso gli affetti, ma questo è affidato alla potenza, non alla volontà… Ne sei capace? La breve riflessione sembra uscire dal seminato, ma non è così. Alla fine del sesto libro dell’etica Spinoza dice: io vi ho indicato la via della virtù, se voi potete seguitela.

Io naturalmente salvo Paolo e Francesca, perché il desiderio non si governa, e anche se lo vuoi governare, se ci riesci bene, ma se non ce la fai…".

"E comunque – conclude Bonaga – vorrei far notare il paradosso: nell’Inferno dantesco Paolo e Francesca sono insieme per l’eternità, paradossalmente Dante sacralizza il loro rapporto. Tutti gli altri, nel cerchio dei lussuriosi, sono figure singole, mentre i due amanti sono sì sballottati dal vento, ma sono insieme per l’eternità. Condannati ad amare per tutta la vita. Non è un inferno, da questo punto di vista, per loro".