La nave da crociera nasconde il panorama che si apprezzerebbe dal Golfo dei Poeti
La nave da crociera nasconde il panorama che si apprezzerebbe dal Golfo dei Poeti
Patrimonio dell’Unesco da più di vent’anni, il Golfo dei Poeti non è più lo stesso. Almeno per quest’estate. La cartolina ammirata da tutti, esaltata fin negli Usa, è strappata. Le maxi navi da crociera offendono uno degli scenari più belli del mondo. Sono lì piazzate nel mare cantato dai poeti inglesi, ancorate a poche miglia dalla chiesa simbolo affacciata sulle insanature da sogno di Porto Venere, vicino alle isole del Tino e Tinetto. Non si muoveranno e non attraccheranno in porto: non hanno turisti da portare in crociera chissà dove e non vogliono pagare la permenenza. Restano a poche miglia...

Patrimonio dell’Unesco da più di vent’anni, il Golfo dei Poeti non è più lo stesso. Almeno per quest’estate. La cartolina ammirata da tutti, esaltata fin negli Usa, è strappata. Le maxi navi da crociera offendono uno degli scenari più belli del mondo. Sono lì piazzate nel mare cantato dai poeti inglesi, ancorate a poche miglia dalla chiesa simbolo affacciata sulle insanature da sogno di Porto Venere, vicino alle isole del Tino e Tinetto. Non si muoveranno e non attraccheranno in porto: non hanno turisti da portare in crociera chissà dove e non vogliono pagare la permenenza. Restano a poche miglia dalla costa deturpando il paesaggio infinito.

Siamo nel mare delle emozioni cantato da Lord Byron e Percy Shelley, nel golfo spezzino, tra Lerici e Porto Venere e fino alla Cinque Terre. Dietro le insenatura spunta una maxi nave, quella da crociera multipiano, davanti agli scogli dove salta ’Luca’ il nuovo eroe del film Pixar, diffuso in tutto il mondo. E poi eccone un’altra e un’altra ancora. Va così nell’estate post pandemia: il turismo riprende, le navi da crociera restano. Tre mega navi della compagnia Costa – Magica, Fascinosa e Diadema – all’ancora, la prima nella rada interna del golfo spezzino, le altre a un miglio e mezzo da Porto Venere. Al molo Garibaldi c’è poi la Sirena, della Oceania. A bordo di ogni unità, circa 150 marinai, quanto basta per tenere ’vivi’ motori e impianti, con le loro emissioni, vere e proprio nuvole nere che si alzano verso l’azzurro del cielo. Sarà così fino al termine dell’estate. Gli ambientalisti fremono e protestano, i turisti si trovano di fronte una cartolina strappata. Altro che panorama mozzafiato, lo skyline rischia di essere tutto dei giganti del mare.

Stefano Sarti, leader di Legambiente attacca: "Il turismo delle crociere rappresenta una fetta importante nello sviluppo. C’è da domandarsi però quanto queste attività possono essere, quantitativamente e qualitativamente, compatibili se non vengono messi dei limiti e delle prescrizioni. Purtroppo questi giganti del mare devono stare con i motori accesi e questo corrisponde a problemi di inquinamento. C’è poi l’impatto visivo: nel canale di Porto Venere si scorge la nave crociera subito dietro la chiesa di San Pietro...".

Dal centro di Venezia sono state bandite le maxi navi, eccole in rada nel Golfo dei Poeti. Alla faccia della difesa dell’ambiente e del ’tesoro’ turismo.

Proposte? "Non far arrivare contemporaneamente le navi nel Golfo". Marco Grondacci, mente giuridica degli ecologisti, domanda "quanto e come vengono rispettate le norme sulle emissioni nei porti e in rada di queste navi? Gli atti di controllo se ci sono non vengono pubblicizzati e ad oggi sussiste un accordo volontario il cui rispetto non è dato conoscere". E ancora: "Mancano monitoraggi specifici sulle emissioni, mancano studi sul rischio sanitario".

Dal parco di Porto Venere, il vicesindaco Emilio Di Pelino, vede le navi che ’impattano’ ma non si scuote: "Man mano che tornerà la normalità, le navi torneranno tutte a navigare. Speriamo presto".