Enrico Varriale, 61 anni, di Napoli; sopra, durante la lite in diretta con Walter Zenga il 16 novembre 2008
Enrico Varriale, 61 anni, di Napoli; sopra, durante la lite in diretta con Walter Zenga il 16 novembre 2008
di Nino Femiani Un alterco scatenato dalla gelosia, una lite che a tratti diventa aspra nei toni e nei gesti. Potrebbe essere una narrazione come tante, solo che stavolta il protagonista è un volto noto della televisione e dello sport. Il giornalista Enrico Varriale, napoletano di 61 anni, da oltre 30 in Rai dove fu chiamato da Aldo Biscardi, e indimenticabile per gli scontri con allenatori del calibro di Maldini, Mazzone, Zenga e Mourinho, è indagato per atti persecutori e lesioni personali. Lui si difende: accuse false. Su Varriale dito puntato da parte di una giovane imprenditrice con cui stava da oltre un anno e con cui contava di andare a convivere: "Mi ha picchiata, presa a...

di Nino Femiani

Un alterco scatenato dalla gelosia, una lite che a tratti diventa aspra nei toni e nei gesti. Potrebbe essere una narrazione come tante, solo che stavolta il protagonista è un volto noto della televisione e dello sport. Il giornalista Enrico Varriale, napoletano di 61 anni, da oltre 30 in Rai dove fu chiamato da Aldo Biscardi, e indimenticabile per gli scontri con allenatori del calibro di Maldini, Mazzone, Zenga e Mourinho, è indagato per atti persecutori e lesioni personali. Lui si difende: accuse false. Su Varriale dito puntato da parte di una giovane imprenditrice con cui stava da oltre un anno e con cui contava di andare a convivere: "Mi ha picchiata, presa a schiaffi, sbattuta contro il muro, insultata. Poi mi perseguita con telefonate di notte, si apposta sotto casa, citofona alle 6 di mattina" fa mettere a verbale la donna.

Il 27 settembre la gip di Roma Monica Ciancio dispone nei confronti del giornalista un "divieto di avvicinamento a meno di 300 metri dai luoghi frequentati dalla persona offesa" e due prescrizioni. La prima: non comunicare con lei neppure "per interposta persona"; la seconda: allontanarsi immediatamente in caso di incontro fortuito, riponendosi a 300 metri di distanza. A buttare altra benzina sul fuoco è anche la motivazione addotta dalla gip. "Le condotte poste in essere dal Varriale danno conto di una personalità aggressiva e prevaricatoria, evidentemente incapace di autocontrollo". Nel provvedimento emesso dalla gip si fa riferimento a "condotte reiterate" di molestie e a minacce che avrebbero provocato nella vittima "un grave stato d’ansia e paura". Ieri il giornalista è stato ascoltato dalla gip Ciancio: "Ho potuto chiarire la mia posizione nell’interrogatorio. Sono sicuro che le false accuse che mi sono state mosse troveranno smentita nei fatti che ho potuto illustrare e ho fiducia nella giustizia che farà il suo corso spero nei tempi più brevi possibili", scrive Varriale in una nota. Poi aggiunge: "Sono commosso dalla vicinanza e dalla solidarietà che ho ricevuto da molti".

La relazione tra il giornalista e la giovane imprenditrice procedeva a gonfie vele. Lei aveva cambiato città, trasferendosi dalle Marche a Roma, in un appartamento da single, in vista di una futura convivenza. Poi di colpo il rapporto si sarebbe guastato, a causa, sostengono i magistrati della procura di Piazzale Clodio "dei repentini scatti d’ira" dell’indagato, sotto stress per almeno tre fattori: la rinuncia obbligata di Varriale alla "vetrina" delle telecronache delle partite degli azzurri, in quanto in contatto con un positivo al Covid (il collega Alberto Rimedio); il procedimento disciplinare a suo carico per non aver rispettato la quarantena. E, infine, la mancata conferma come vicedirettore di Rai-Sport.

Il 6 agosto è il giorno in cui la discussione sfocia in violenza, prima in casa poi sul pianerottolo. L’imprenditrice marchigiana oltre a troncare la relazione si fa medicare al "Gemelli" di Roma dove le refertano una ferita lacero contusa al braccio sinistro, ecchimosi alla mano sinistra, tumefazione del gomito destro, abrasioni alla base del collo e sul ginocchio sinistro, guaribili in cinque giorni. Per giorni il giornalista avrebbe tentato di fare la pace, di riannodare il rapporto, ricorrendo però a telefonate, appostamenti e citofonate nelle prime ore della mattinata: un comportamento che il magistrato etichetta come atti persecutori. Lui replica: "Non ho mai stalkerizzato qualcuno".