Martedì 18 Giugno 2024
GIAMBATTISTA ANASTASIO
Cronaca

Le due anime (litigiose) della Lega Bossi contro Salvini: è un bambino

Poi il Senatùr getta acqua sul fuoco. Fontana tenta la mediazione: "Ci ho parlato, mi sosterrà". Scissione in vista? Il vicepremier glissa: "Non ho tempo di seguire polemiche territoriali"

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di Giambattista Anastasio

Si fa sempre più acceso lo scontro tra le due anime della Lega: quella governativa che fa riferimento al segretario federale, Matteo Salvini, e quella nordista, che si richiama al fondatore nonché presidente a vita del Carroccio, Umberto Bossi, ora riunita nell’associazione Comitato Nord. Nel mezzo Attilio Fontana, ricandidato dal centrodestra a un secondo mandato da presidente della Regione Lombardia, che proverà a mediare tra le due anime, ma senza troppe aspettative.

Bossi, ieri mattina, si è presentato proprio in Consiglio regionale per incontrare i 4 consiglieri lombardi che hanno deciso di lasciare il gruppo della Lega e di fondare quello di Comitato Nord. Alla riunione hanno partecipato anche gli altri due fondatori del comitato nordista: Angelo Ciocca e Paolo Grimoldi. Ed è qui che Bossi – secondo quanto confermato anche ieri sera da alcuni presenti al tavolo – si è sfogato contro Salvini, accusandolo di non rispondergli al telefono e, quindi di comportarsi come un bambino anziché come un uomo. Parole poi smentite da altri partecipanti all’incontro, ma solo – a quanto pare – per non esarcerbare ulteriormente gli animi. Resta un dato di fatto che il Senatùr stia cercando da giorni di parlare con il segretario per porgli due richieste precise: annullare il provvedimento di espulsione emesso contro i 4 consiglieri regionali che hanno lasciato il gruppo del Carroccio (Massimiliano Bastoni, Antonello Formenti, Federico Lena e Roberto Mura) "perché la Lega deve restare una" e, soprattutto, riconoscere la presenza di una lista nordista a sostegno dello stesso Fontana alle Regionali del 12 e 13 febbraio 2023 in modo che Comitato Nord resti nell’alveo del centrodestra. Salvini, però, ha tirato dritto. Almeno fino a ieri, quando ha delegato ogni decisione al coordinatore lombardo della Lega, Fabrizio Cecchetti: "Non ho tempo di seguire polemiche territoriali – ha fatto sapere il segretario federale del Carroccio –, delle liste si occuperà Cecchetti. Io sono convinto che Attilio Fontana in Lombardia e Francesco Rocca nel Lazio siano due garanzie per i cittadini lombardi e laziali. Sono assolutamente fiducioso su un ultimo risultato. Scissione? Macché scissione e scissione dell’atomo. Le polemiche a livello locale – ha ribadito – non mi sfiorano. La Lega è assolutamente in forze e in forma". E Cecchetti, a sua volta, sembra aver già deciso: "I fuorusciti? Hanno fatto una scelta, noi guardiamo avanti".

A provare una mediazione sarà, allora, lo stesso Fontana. al momento non si capisce, infatti, quale forma possa prendere la volontà dei consiglieri nordisti di sostenere la ricandidatura del governatore uscente. Non a caso lo stesso Fontana ieri, una volta appresa la presenza di Bossi in Consiglio regionale, ha voluto incontrarlo facendo capolino all’incontro con i consiglieri fuorusciti: "Ho trovato Bossi in grandissima forma, lucidissimo come sempre. Lui e i consiglieri di Comitato Nord hanno ribadito la volontà di sostenermi e di sostenere il centrodestra. Su Bossi ovviamente non avevo dubbi: siamo amici da troppi anni. Io ho raccolto questa disponibilità, questa richiesta e adesso la trasferirò agli alleati: non ho altro da aggiungere, nel senso che ho fatto solo da intermediario in questa occasione – ha fatto sapere il presidente della Regione –. La mia è una candidatura che unisce". Massimiliano Bastoni conferma: "Abbiamo ribadito il nostro sostegno come abbiamo fatto in questi 5 anni. Noi non vogliamo tradire il mandato degli elettori che ci hanno eletto per sostenere Fontana. E abbiamo anche espresso al presidente la nostra volontà di poterlo fare anche alle prossime elezioni". Bastoni esclude un’eventuale convergenza su Letizia Moratti, candidata governatrice con una civica e il Terzo Polo: "A quel punto meglio un nostro candidato".