Quotidiano Nazionale logo
quotidiano nazionale
28 feb 2022

Le campane suonano per le bombe La domenica a messa nei bunker

Il giorno di festa, in pieno conflitto, passato a piangere i caduti. Le preghiere di cattolici e ortodossi

28 feb 2022
giovanni rossi
Cronaca
In tutto il mondo si è pregato per la pace in una domenica di tristezza e paura. Nella foto una messa ortodossa a Sidney
In tutto il mondo si è pregato per la pace in una domenica di tristezza e paura. Nella foto una messa ortodossa a Sidney
In tutto il mondo si è pregato per la pace in una domenica di tristezza e paura. Nella foto una messa ortodossa a Sidney
In tutto il mondo si è pregato per la pace in una domenica di tristezza e paura. Nella foto una messa ortodossa a Sidney
In tutto il mondo si è pregato per la pace in una domenica di tristezza e paura. Nella foto una messa ortodossa a Sidney
In tutto il mondo si è pregato per la pace in una domenica di tristezza e paura. Nella foto una messa ortodossa a Sidney

di Giovanni Rossi Nell’Ucraina martoriata la prima domenica di guerra segna milioni di poveri cristi. Una colata di dolore, un avviso di morte. Tra resistenza e desolazione, nelle città e nei paesi le orecchie si tendono verso i campanili a cipolla. "Importante! Le campane delle chiese possono suonare allarmi in tutta l’Ucraina. Dopo aver sentito le campane, è necessario recarsi urgentemente ai rifugi", scrive il canale Telegram del Parlamento ucraino e rilancia il sito web Risu, l’agenzia di stampa religiosa di un Paese largamente ateo – per eredità post sovietica – ma cristiano nell’impronta e nello spirito. Una fede risorgente frammentata da astio interconfessionale e vocazione ancillare ai rispettivi poteri di riferimento. Dai vertici alla base. Incluse benedizioni di armi e soldati, secondo il guerresco rituale battezzato negli anni Novanta durante la mattanza jugoslava e poi rivisto in altri conflitti, dal Nagorno Karabakh al Donbass. In questi giorni di aspersori gocciolanti via social e scioccanti sepolture dei caduti, le chiese cristiane ucraine pregano da separate in casa. Agli ortodossi largamente maggioritari (il 64% della popolazione religiosa, però diviso al suo interno tra fedeli al Patriarcato di Mosca e alla Chiesa autocefala di Kiev) si contrappongono i greco-cattolici di rito bizantino (tra il 10 e il 14% a seconda delle stime), caratterizzati da una forte impronta patriottica – smaccatamente nazionalista e di destra secondo la vulgata russa. Poi ci sono i cattolici romani – di antico legame polacco – concentrati specialmente nell’area di Leopoli (l’1,6%), e i protestanti (all’1,8%) parcellizzati tra battisti, pentecostali, luterani, avventisti del settimo giorno. Altra spia di disorientamento: in questo mosaico liturgico, l’8% della popolazione religiosa si dichiara cristiana per fede ma senza appartenenze confessionali. Nella prima domenica di guerra i sacerdoti greco-cattolici scendono coi paramenti sacri nei sottoscala, nelle fermate delle metro, nei garage per celebrare la ‘divina ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?