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6 mag 2022

Le borse Gucci si potranno pagare coi Bitcoin

La maison accetterà alla cassa anche le criptovalute, esperimento pilota in dieci boutique americane. "Siamo da sempre rivolti al digitale"

6 mag 2022
Una boutique del marchio Gucci, oggi di proprietà della multinazionale francese Kering
Una boutique del marchio Gucci, oggi di proprietà della multinazionale francese Kering
Una boutique del marchio Gucci, oggi di proprietà della multinazionale francese Kering
Una boutique del marchio Gucci, oggi di proprietà della multinazionale francese Kering
Una boutique del marchio Gucci, oggi di proprietà della multinazionale francese Kering
Una boutique del marchio Gucci, oggi di proprietà della multinazionale francese Kering

"Mi scusi, vorrei quella borsa in vetrina, ma quanti Bitcoin mi costa?". Succederà a breve nei negozi a marchio Gucci, anche se per il momento soltanto negli Stati Uniti. E non sarà neppure in tutti gli store a stelle e strisce a dirla tutta, ma intanto è un inizio. La casa di moda italiana del gruppo Kering (multinazionale francese del lusso, che comprende marchi come Yves Saint Laurent, Bottega Veneta, Boucheron, Pomellato e molti altri) ha infatti appena annunciato che accetterà anche le criptovalute (monete virtuali corrispondenti alla rappresentazione digitale e crittografata di un valore economico) per l’acquisto dei prodotti delle sue collezioni di abbigliamento e accessori.

Si parte a fine maggio da un pugno di punti vendita americani: da Gucci Wooster a New York, Rodeo Drive a Los Angeles, Miami Design District, Phipps Plaza ad Atlanta e The Shops at Crystals a Las Vegas. Poi però già nel corso dell’estate, assicurano da Parigi, il progetto pilota sarà esteso a tutte le boutique Gucci a gestione diretta in Nord America.

Non saranno accettate, certo, tutte le criptovalute sul mercato. I registratori di cassa si apriranno solo con dieci monete virtuali, tra cui, a titolo esemplificativo, Bitcoin, Bitcoin Cash, Ethereum, Wrapped Bitcoin, Litecoin, Dogecoin, Shiba Inu e cinque ‘Usd stablecoin’.

Che poi anche il concetto di registratore di cassa è, ovviamente, da rivedere. Funzionerà diversamente: i pagamenti saranno effettuati con un link inviato via mail al cliente. Il link conterrà un codice Qr che permetterà di pagare dal proprio cripto-portafoglio, ed ecco che si potrà uscire con la propria sporta di lusso.

La decisione segna un’importante convalida dei criptopagamenti da parte di una maison del polo del lusso, a fare compagnia al gruppo di cosmetica Lush e ad allungare la lista di aziende di vari settori – dal commercio ai servizi e perfino ai taxi di certe città – che hanno già sdoganato i pagamenti con le principali monete virtuali.

A fare da apripista sono stati i circuiti di transazioni economiche come Mastercard, Visa e Pay Pal, ma anche catene come Starbucks, gruppi Coca Cola, limitatamente ad alcuni stati, o Microsoft che li accetta per l’acquisto di servizi come Skype o Xbox Live. E poi c’è Tesla, con il suo ceo Elon Musk che è stato tra i primi imprenditori a credere nel successo dei Bitcoin.

Il motivo della scelta per la casa italiana? "Gucci ha da sempre avuto un approccio digital first al business e questo progetto rappresenta un passo ulteriore nel percorso avviato dal brand nel Web 3.0", spiega la casa di moda in una nota. Dunque largo anche alle monete virtuali.

Simone Arminio

© Riproduzione riservata

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