Bruno Vespa Omicron spaventa perché molto invasiva, ma i trivaccinati (salvo eccezioni) quasi non l’avvertono e c’è la ragionevole aspettativa che il combinato tra incremento delle punture e miglioramento delle temperature possa rendere già all’inizio della primavera il panorama largamente migliore dell’attuale. Ma adesso è giusto essere più severi di altri paesi perché...

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Omicron spaventa perché molto invasiva, ma i trivaccinati (salvo eccezioni) quasi non l’avvertono e c’è la ragionevole aspettativa che il combinato tra incremento delle punture e miglioramento delle temperature possa rendere già all’inizio della primavera il panorama largamente migliore dell’attuale. Ma adesso è giusto essere più severi di altri paesi perché stiamo pagando un prezzo in vite umane quasi pari alle vittime civili della seconda guerra mondiale. Non c’è dubbio che il Movimento 5 Stelle e soprattutto la Lega siano i partiti in maggiore sofferenza. Il primo perché Conte fatica ad esercitare la sua leadership, il secondo perché è molto alto il prezzo pagato da Salvini alla nascita (provvidenziale) del governo di unità nazionale.

In questi giorni Salvini parla poco e si muove molto. Prende atto della stanchezza degli stessi ministri leghisti a mediazioni decisive, ma elettoralmente poco paganti e guarda insieme al Quirinale e ai tredici mesi che separeranno l’elezione del nuovo capo dello Stato dalla scadenza ordinaria della legislatura. Se si vuole che Draghi venga eletto al primo turno, è indispensabile che si garantisca un anno di stipendio alle centinaia di parlamentari che non saranno confermati. Difficilmente la Lega farà parte di un nuovo governo, che potrebbe essere presieduto da un uomo del Pd o da Di Maio. A quel punto il cerino sarà nelle mani di Forza Italia: attratta da un lato dalla maggioranza ‘Ursula’ in cui garantirebbe alla sinistra una copertura centrista, ma timorosa che lasciare da soli all’opposizione Salvini e Meloni indebolisca la coalizione di centrodestra alle elezioni del 2023 e non giovi elettoralmente a chi sta dentro rispetto a chi sta fuori. Si aggiunga la solidarietà promessa dalla coalizione a Silvio Berlusconi e si capirà che al confronto di Salvini gli equilibristi da circo fanno un gioco da ragazzi.