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2 giu 2022

"Lavoro per la pace". Ma da casa Salvini, è l’ennesimo testacoda

Dal Papeete in poi, tre anni vissuti pericolosamente. Il Capitano si difende: linciato senza motivo. Giorgetti abbassa i toni: nessun dissidio. Eppure nella Lega c’è aria di resa dei conti dopo le elezioni

2 giu 2022
antonella coppari
Cronaca
Di spalle Giancarlo Giorgetti (55 anni) a colloquio con Matteo Salvini (49 anni)
Di spalle Giancarlo Giorgetti (55 anni) a colloquio con Matteo Salvini (49 anni)
Di spalle Giancarlo Giorgetti (55 anni) a colloquio con Matteo Salvini (49 anni)
Di spalle Giancarlo Giorgetti (55 anni) a colloquio con Matteo Salvini (49 anni)
Di spalle Giancarlo Giorgetti (55 anni) a colloquio con Matteo Salvini (49 anni)
Di spalle Giancarlo Giorgetti (55 anni) a colloquio con Matteo Salvini (49 anni)

di Antonella Coppari Stavolta il Capitano rischia di perdere definitivamente i gradi. Quell’incidente, costellato da improvvidi incontri all’ambasciata russa, non si può derubricare a semplice gaffe. L’aspirante diplomatico si difende come può, cosciente del pericolo. "Sono stato linciato senza motivo: ho sempre lavorato alla luce del sole per la pace". Salta il viaggio a Mosca: "Resto in Italia: se il Pd non vuole che parta, cercherò di raggiungere un risultato telefonicamente, aspettando Letta e Di Maio". Nega che nel partito ci siano divisioni: "La Lega è compatta". A fargli da sponda, l’uomo indicato come il suo principale rivale: Giancarlo Giorgetti. "Nessun dissidio interno: saranno gli elettori a dire se siamo bravi" ha detto l’altro ieri. Per alcuni una frase di circostanza. Per altri un aiuto scontato: "È un militante la cui lealtà al partito e al leader, finché resterà tale, ricorda quella dei vecchi comunisti". Il problema non è Giorgetti: l’incidente è troppo serio perché a porsi domande non sia lo stato maggiore, soprattutto quei rappresentanti del Nord che con la vocazione tribunizia del capo hanno sempre avuto un rapporto ambivalente. Tutto bene finché volava nei sondaggi, molto di meno ora che le rilevazioni sono sempre più dimesse, specie se poi a confermare il responso saranno le urne. Prima di quel momento tutto resterà congelato: non si può aprire una crisi nel Carroccio a un passo dal voto. Dopo, però, c’è chi lo dà per spacciato e vede la strada spianata per figure moderate, come quelle dei governatori Fedriga o Zaia. Non è detto sia cosi. Sul piano dei consensi Salvini resta il leader che ha salvato la Lega dalla scomparsa e l’elemento peserà. Ma è altrettanto vero che il Capitano ora non assomiglia nemmeno lontanamente a quello che tre anni fa vantava nei sondaggi risultati da capogiro. La discesa è ...

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