Martedì 23 Luglio 2024
RICCARDO JANNELLO
Cronaca

Laurea a Giulia Cecchettin: "Ha squarciato le coscienze". La sorella: fiera di te, genietta

Padova, la 22enne uccisa dall’ex a novembre stava per discutere la tesi in Ingegneria biomedica. Ieri il conferimento del titolo alla memoria. Il papà Gino: "Eppure non riesco a essere felice".

Laurea a Giulia Cecchettin: "Ha squarciato le coscienze". La sorella: fiera di te, genietta

Laurea a Giulia Cecchettin: "Ha squarciato le coscienze". La sorella: fiera di te, genietta

"Congratulazioni ingegnera". Nessuna più di Giulia Cecchettin avrebbe meritato di porre in capo la corona d’alloro delle laureande che, idealmente, ieri le hanno donato quando è stata proclamata dottoressa in Ingegneria biomedica. La 22enne di Vigonovo avrebbe dovuto discutere la tesi il 16 novembre, nella stessa facoltà di Padova dove tra l’altro ha studiato anche il padre Gino. Ma quel giorno Giulia era già morta, dopo essere stata uccisa con 22 coltellate la notte fra sabato 11 e domenica 12, il suo corpo abbandonato in fondo a un canalone vicino al lago di Barcis (Pordenone). Femminicidio per il quale, dopo alcuni giorni di fuga fino in Germania, è finito in cella l’ex fidanzato Filippo Turetta, coetaneo della ragazza. "Congratulazioni ingegnera – ha detto con la voce rotta dal pianto Elena, la sorella di Giulia, intervenendo in Aula Magna –. Sei la mia genietta. Hai fatto tante belle cose per te stessa e per noi, dobbiamo ricordarcelo sempre. A nessun’altra donna dovrà essere fatto ciò che è stato fatto a te".

Anche il padre Gino è tornato a parlare: "Ci manchi più dell’ossigeno. Hai provocato uno squarcio nelle nostre coscienze, sarai sempre nel cuore di chi ti ha amato e conosciuto. Neanche oggi riesco a essere felice, ma farò il possibile perché il tuo esempio possa spingere le persone a riflettere sull’importanza dell’empatia e della solidarietà che tu nella tua semplicità hai incarnato in modo esemplare". Giulia aveva inviato il testo definitivo della sua tesi alla relatrice, Silvia Todros, proprio quel pomeriggio dell’11 novembre prima di uscire per l’ultima volta col suo assassino. L’ha ricordato la rettrice dell’Università di Padova, Daniela Mapelli.

"La nostra dottoressa Giulia – ha detto – sapeva lasciare un segno nelle persone che incrociava. Era sorridente, interessata: un primo violino, il punto di riferimento per noi docenti". Alla cerimonia ha partecipato la ministra dell’Università e Ricerca Anna Maria Bernini: "Per tutti, questa è un’emozione che non può avere colore politico. Dobbiamo essere uniti per provare a dare un senso al suo sacrificio di cui siamo tutti responsabili come figli, genitori, educatori, formatori. Ognuno deve fare qualcosa, non può esistere l’indifferenza: sarebbe un insulto a Giulia".

Lacrime e applausi si sono mischiati quando alle 11,36 Giulia Cecchettin è stata proclamata dottoressa di fronte alle autorità (il presidente della Regione Veneto Luca Zaia era assente ma in un messaggio ha scritto che lei "riacquista la voce"), alle amiche, al corpo docente e ai compagni di corso. La sua vicenda ha davvero segnato le coscienze e smosso l’opinione pubblica: l’Ordine degli ingegneri la iscriverà all’albo ad honorem, quello degli psicologi ha deciso di istituire delle borse di studio in suo onore. A Latina, invece, una studentessa sedicenne ha avuto la forza di aprirsi in un tema nel quale l’insegnante chiedeva di esprimere le proprie emozioni sulla vicenda di Giulia di raccontare in terza persona quello che lei stessa avrebbe subito: "L’amore dovrebbe essere diverso dall’essere minacciata a costretta ad atti sessuali". La scuola ha dasto l’allarme e il presunto autore, anch’egli studente e coetaneo, è stato individuato ed è scattato l’obbligo di dimora per atti persecutori – ha vessato anche la famiglia di lei – mentre si indaga se la violenza sia avvenuta.