La Guardia di Finanza di Latina in azione (Ansa)
La Guardia di Finanza di Latina in azione (Ansa)

Latina, 1 luglio 2021 - Sembra di essere tornati ai tempi di Mani Pulite. Corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio sono a vario titolo le accuse in base alle quali la Guardia di Finanza di Latina ha arrestato il dirigente della Asl locale Claudio Rainone e il segretario provinciale del Pd, Claudio Moscardelli, coinvolti in un'inchiesta su presunti concorsi truccati. L'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata disposta dal gip del tribunale su richiesta della Procura. Rainone, tra l'altro, era stato raggiunto da analoga misura cautelare lo scorso 21 maggio. Al momento non si conoscono altri particolari sul merito dell'inchiesta.

Moscardelli dimesso

Intanto Moscardelli, si è dimesso dalla carica nel Pd. Ne dà notizia il segretario Pd Lazio, Bruno Astorre: "Questa mattina ho appreso dal diretto interessato la notizia degli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta dei concorsi alla Asl del segretario provinciale di Latina, Claudio Moscardelli, che ha subito rassegnato le dimissioni dal ruolo che ricopriva". Astorre prosegue: "Gli sono vicino in questo momento e - prosegue - sono certo che Claudio saprà dimostrare la sua completa estraneità a tutti i fatti. Mi confronterò subito con il partito nazionale per procedere al commissariamento per lavorare al turno di amministrative che ci attende ad ottobre. Restiamo in attesa di sviluppi e, come sempre, confidiamo nel lavoro della magistratura".

Il segretario del Pd, Enrrico Letta, ha intanto sospeso Moscardelli e nominato Matteo Mauri commissario del Pd di Latina.

L'inchiesta

Le indagini - si legge in un comunicdato stampa delle Fiamme gialle - si riferiscono in particolare alle irregolarità riscontrate nella procedura concorsuale riguardante il concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura a tempo indeterminato di 23 posti di collaboratore amministrativo professionale – Cat. D, indetto in forma aggregata tra la ASL di Frosinone, Latina e Viterbo. Quello di questa mattina è lo sviluppo di un'inchiesta già avviata. In maggio il presidente e il segretario della commissione per il concorso erano stati colpiti da un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, poiché indagati dei reati di falso e rivelazione di segreto d’ufficio. Secondo le risultanze investigative, il presidente della commissione, nei giorni precedenti alla prova orale, avrebbe rivelato gli argomenti che sarebbero stati oggetto di esame. Sei i candidati che avrebbero beneficiato di queste rivelazioni.

Poi entra in gioco il politico. Due dei candidati sarebbero stati segnalati dal politico che poi in cambio si sarebbe impegnato a promuovere presso la Regione Lazio la nomina del dirigente a direttore amministrativo dell'Asl loocale.

Il giudice

Nell'ordinanza il giudice, quanto a Moscardelli, scrive che è sicuramente ''nelle condizioni di inquinare le acquisizioni probatorie, contattando e concordando versioni di comodo con altri soggetti che possa aver favorito nel medesimo concorso da 23 posti ma soprattutto in quello successivo''.