Leo Turrini Siamo tutti figli d’arte! Forse è questo il messaggio nascosto tra le righe dell’ultima impresa di Larissa Iapichino. La giovanissima erede di Fiona May e di papà Gianni, anche lui azzurro nel salto con l’asta, ecco, ha il merito di restituire ad ognuno di noi, al di là delle asprezze della vita, il valore della appartenenza, intesa nel senso migliore del termine. Lo so, lo so. Lo sport è ricco di...

Leo

Turrini

Siamo tutti figli d’arte! Forse è questo il messaggio nascosto tra le righe dell’ultima impresa di Larissa Iapichino. La giovanissima erede di Fiona May e di papà Gianni, anche lui azzurro nel salto con l’asta, ecco, ha il merito di restituire ad ognuno di noi, al di là delle asprezze della vita, il valore della appartenenza, intesa nel senso migliore del termine.

Lo so, lo so. Lo sport è ricco di storie di dinastie. Nel calcio abbiamo ammirato Valentino e Sandro Mazzola, così come Cesare e Paolo Maldini. Sulle piste della Formula Uno i Villeneuve, i Rosberg, gli Hill hanno trasformato gli albi d’oro in storie di famiglia. E siamo tutti ansiosi di scoprire che cosa potrà combinare Mick Schumacher, rampollo del leggendario Michael.

Ma io, ingenuamente, vorrei allargare il discorso, proprio prendendo spunto dal risultato di Larissa, che ad appena diciotto anni ha eguagliato, nel salto in lungo, uno storico record di mamma Fiona.

Sono tempi difficili, talvolta persino crudeli. Allo sfascio di tradizioni che non potevano reggere si è sommato il terribile disagio esistenziale generato dalla pandemia. L’orrore della solitudine forzata dal virus sta minacciando non solo le abitudini, bensì persino le prospettive di emozioni da consumare, come dire, in comune, in gruppo, in una condivisione che una volta chiamavamo solidarietà.

Naturalmente Larissa Iapichino, lei come i suoi genitori, con tutto questo c’entra fino ad un certo punto. Ma nella malinconia diffusa che inesorabilmente ci accompagna, beh, fa bene al cuore immaginare che questa ex bambina si sia riconosciuta nelle prodezze agonistiche della mamma, trovando tra le mura di casa una fonte di ispirazione. Siamo tutti figli d’arte, sì. A prescindere dalle vicende sentimentali delle coppie, al netto di delusioni e di disillusioni, perché non di Mulino Bianco stiamo parlando, ma della realtà. Eppure, a stringere, non siamo soli nell’immenso vuoto che c’è: ogni persona è un romanzo, ogni albero ha una radice, ogni sogno viene da un esempio, se bene interpretato. Siamo tutti figli d’arte, noi come Larissa.