La Comi (ImagoE)
La Comi (ImagoE)

Milano, 14 novembre 2019 - L'unica "preoccupazione" espressa al momento dell'arresto da Lara Comi è stata "la salute dei miei genitori". A riferirlo è il suo avvocato Giampiero Biancolella, spiegando che il padre dell'ex europarlamentare "ha appreso dai telegiornali" quanto avvenuto alla figlia, "prima di essere sottoposto a una delicata operazione" in ospedale. 

Lara Comi da questa mattina si trova ai domiciliari coinvolta in un nuovo filone della maxi indagine che il 7 maggio portò a 43 misure cautelari eseguite, tra gli altri, nei confronti dell'ex coordinatore di Forza Italia a Varese Nino Caianiello, del consigliere lombardo 'azzurro' Fabio Altitonante e dell'allora candidato alle Europee e consigliere comunale in quota FI Pietro Tatarella. E sono state proprio le dichiarazioni ai pm di Caianiello, presunto "burattinaio" di un sistema di tangenti, finanziamenti e nomine pilotate, ai pm a tirare in ballo "l'entant prodige" della politica lombarda. Nata a Garbagnate milanese 36 anni fa, comincia infatti la sua carriera da giovanissima: portavoce di Forza Italia a Saronno dal 2002 al 2005, diventa assistente di Mariastella Gelmini e, nel 2004 - a 21 anni -, coordinatrice nella regione Lombardia di Forza Italia Giovani. 

Fallito l'ingresso alla Camera dei Deputati nel 2008 (terza non eletta), l'anno dopo entra nella VII legislatura del Parlamento europeo per Il Popolo della Libertà con 63.158 preferenze. A marzo 2012 viene eletta coordinatore PdL della provincia di Varese. Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce a Forza Italia ed è di nuovo in lista per le europee del 2014. Rieletta con 83. 987 preferenze, viene scelta dai colleghi come vicepresidente del Gruppo PPE all'Europarlamento. Ricopre il ruolo di membro della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e della Delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti. Alle elezioni europee del 2019 si ricandida con Forza Italia, ma con 32.365 preferenze si piazza in terza posizione risultando la prima dei non eletti.

Secondo quanto messo a verbale da Caianiello, "a seguito della mancata candidatura alle elezioni politiche nazionali cui lei fortemente aspirava", ha "iniziato a spaventarsi fortemente per la sua rielezione al Parlamento Europeo, ragione per la quale ha iniziato ad andare spasmodicamente alla ricerca di finanziamenti e alleanze politiche". E ancora: "La Comi voleva che io intercedessi in suo favore nei confronti della Gelmini", dice parlando di un incontro. 

Lara Comi deve rispondere di corruzione, false fatture, finanziamento illecito e truffa aggravata al Parlamento europeo (una delle vicende riguarda due contratti di consulenza ricevuti dalla sua società "dietro promessa di retrocessione di una quota parte agli stessi Caianiello e Zingale"). "Nonostante la giovane età, Lara Comi ha mostrato nei fatti una non comune esperienza nel fare ricorso ai diversi, collaudati schemi criminosi volti a fornire una parvenza legale al pagamento di tangenti, alla sottrazione fraudolenta di risorse pubbliche e all'incameramento di finanziamento illeciti", scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare. "Nell'interrogatorio di garanzia chiariremo tutte le circostanze contestate ed evidenzieremo che non esistono esigenze cautelati di sorta", dice però il suo avvocato.