I ragazzi giunti in Lapponia
I ragazzi giunti in Lapponia

Perugia, 29 gennaio 2015 - Hanno festeggiato due Capodanni in una sola notte. Scavalcando due fusi orari e un ponte che separa la città di Tornio in Finlandia da quella di Haparanda in Svezia. Dopo un viaggio di novemila chilometri che in cinque giorni li ha portati dall’Umbria alla Lapponia, a bordo di una Peugeot 207. Artefici della folle e scatenata impresa sono quattro studenti perugini, Giacomo Bartoccioli, Pasquale Greco, Eugenio Farinelli e Gianluca Gasparri.

Quattro ragazzi che hanno fatto dell’avventura e della sfida alle leggi della fisica e della noia quotidiana un motivo di vanto e di orgoglio tanto da diventare autentici eroi del web grazie al video-racconto del viaggio che sta letteralmente spopolando su internet, sul loro canale You Tube. Giacomo, Pasquale, Eugenio e Gianluca si definiscono i ‘Mad Ponies’ perché, racconta uno dei fantastici quattro, Eugenio Farinelli, «se già i cavalli sono matti, quelli piccoli lo sono molto di più». E in effetti la conferma arriva dal viaggio di Capodanno, deciso così, all’improvviso, il 27 dicembre. «Non sapevamo che fare per San Silvestro, Giacomo ha avuto l’idea, abbiamo accettato al volo e siamo partiti subito, senza organizzazione, giusto un po’ di olio nella macchina contro il freddo».

Il viaggio comincia da Perugia con pochi soldi, scarsa attrezzatura e con tanto spirito d’avventura e prosegue attraverso l’Europa passando da Austria, Germania, Danimarca, Svezia, Finlandia fino al Circolo polare artico. «Abbiamo dormito soltanto in macchina, mangiato solo scatolette di tonno e incontrato tanto ghiaccio e neve ma alla fine ce l’abbiamo fatta a festeggiare due Capodanni in una sola notte». Nell’arco di un’ora, prima in Finlandia, poi in Svezia, i quattro hanno brindato per due volte all’arrivo del 2015. «E’ stato un divertimento pazzesco, incredibile, sicuramente molto meglio che restare qui a Perugia». L’impresa è raccontata in un video diventato virale sul web. «Ci abbiamo messo molto a realizzarlo, è un bel lavoro che rende in pieno lo spirito della nostra avventura».

Sofia Coletti