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15 set 2021

Eitan, l’ambasciatore e il bimbo rapito. "Israele non è la giungla senza leggi"

"Andai a trovare Eitan in ospedale e recitai la Torah tenendogli le mani sulla testa. Un miracolo la guarigione". Il rappresentante di Tel Aviv a Roma: la tragedia della funivia è stato il momento più duro del mio incarico

15 set 2021
davide nitrosi
Cronaca
Dror Eydar, 54 anni, il 24 maggio mentre esce dall’ospedale di Torino dopo la visita a Eitan il giorno dopo la strage della funivia
Dror Eydar
Dror Eydar, 54 anni, il 24 maggio mentre esce dall’ospedale di Torino dopo la visita a Eitan il giorno dopo la strage della funivia
Dror Eydar

Roma, 15 settembre 2021 - "La tragedia della funivia del Mottarone è stato il momento più duro del mio incarico da diplomatico. Il pensiero del piccolo Eitan rimasto solo, unico a sopravvivere e senza i genitori, mi ha scosso profondamente". All’ambasciatore in Italia di Israele, Dror Eydar, 54 anni, scende un velo di tristezza sugli occhi appena si pronuncia il nome di Eitan. E non è cerimoniale diplomatico. Ambasciatore, l’Italia si chiede cosa succederà ora a Eitan dopo che è stato portato in Israele dal nonno materno. "Stiamo seguendo le famiglie, non posso entrare nei dettagli, ma posso garantire che Israele è uno Stato di diritto che si sta occupando di questa vicenda. Israele non è una giungla. La mia speranza è che si trovi una soluzione che faccia stare bene tutti e specialmente Eitan: ha sofferto già troppo". Una famiglia in guerra: tutti i protagonisti della vicenda Lei era corso a visitare Eitan in ospedale dopo la tragedia. Che ricordi ha di quelle ore? "Eitan era ricoverato in rianimazione, sedato. Io provengo da una famiglia di sacerdoti e ho chiesto ai medici di poter recitare la nostra antica benedizione. Ho avvicinato le mie mani alla sua testa e ho recitato la Torah. Mentre pronunciavo le parole della Bibbia, dietro di me pregava anche il presidente della Regione Piemonte. Lo ricorderò per tutta la vita. Quando ci hanno annunciato che stava meglio, ho pensato che era un miracolo". Eitan, il nonno agli arresti domiciliari in Israele Italia e Israele affrontano lo stesso nemico, il Covid. L’Italia ha guardato con interesse il vostro approccio. È una collaborazione reciproca? "Per tutti i mesi della crisi pandemica i nostri Ministeri della sanità sono stati in contatto costante, scambiandosi informazioni e strategie. Abbiamo anche inviato una nostra équipe di medici e infermieri dell’ospedale Sheba, ...

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