L’Alta corte di giustizia della Namibia ha concesso la cittadinanza a Yona, bambino di 2 anni nato da maternità surrogata, figlio di un coppia omosessuale. Una sentenza definita storica da media e difensori dei diritti delle coppie dello stesso sesso, che va in una direzione opposta rispetto a quando sancito dal governo di Windhoek. L’esecutivo aveva rifiutato di riconoscere la cittadinanza namibiana al piccolo in quanto nato in Sudafrica, seppur da padre cittadino namibiano. Al cittadino namibiano della coppia, Philip Luhl, aveva chiesto di effettuare un test di paternità; il marito, Guillermo Delgado, è invece di nazionalità messicana. La coppia omosessuale è già stata protagonista di una vicenda molto mediatica in Namibia lo scorso marzo, quando le autorità hanno vietato a Luhl di rientrare in patria con le sue due gemelline, nate anche loro in Sudafrica e da maternità surrogata. A questo punto, secondo l’avvocato della coppia, Uno Katjipuka-Sibolile, il riconoscimento della cittadinanza al maschietto apre la strada a quello delle due gemelle.