23 mar 2022

Ladro di reliquie nella basilica di Bari Trafugati i gioielli di San Nicola

Depredata la statua del patrono, nel bottino l’anello d’oro e il libro dei vangeli d’argento. Il bandito ripreso in un video

nino femiani
Cronaca

di Nino Femiani

È l’unico in cui russi e ucraini credono, l’unico santino che i soldati dei due eserciti conservano nel portafoglio e a cui si affidano per poter tornare a casa. Una presenza celeste talmente evocativa che nel luglio 2018 papa Francesco abbracciò nel suo nome i patriarchi del Medio Oriente in un incontro diventato storia.

Eppure nella notte qualcuno è entrato nella Basilica di San Nicola a Bari trafugando quello che aveva tra le mani: un libro dei Vangeli con tre palle d’argento, una croce in argento con diverse gemme e un anello in oro con alcune pietre infilato nella destra. Asportata pure una collana reliquiaria e il contenuto delle cassette delle offerte.

E così, mentre la guerra continua feroce e furiosa, e si prega per la pace, ecco che viene spogliato il più venerato dei santi, San Nicola, vescovo greco di Myra, santo della Chiesa cattolica, della Chiesa ortodossa e di altre confessioni cristiane.

Il "santo nero", quello a cui votarsi nelle situazioni più disperate come quella attuale. L’azione del ladro è scattata poco prima delle 4, il malvivente è entrato da un ingresso laterale, intrufolandosi attraverso una grata poco fissata accanto alla facciata principale della Basilica.

Come faceva a sapere dell’esistenza della "falla"? E ha fatto tutto da solo? Le immagini hanno immortalato un uomo dall’aspetto giovanile, aiutato molto probabilmente da un complice, non visibile nelle telecamere, il quale dopo aver divelto un’inferriata addossata alla torre campanaria e sfondato la porta d’ingresso in Largo Abate Elia, si è furtivamente introdotto nel tempio nicolaiano con l’originale intento di svuotare le cassette delle offerte.

Un "puzzagalline", come si dice nel gergo per i malavitosi poco professionali. Solo che, una volta dentro, il ladro, forse imbeccato e sospinto dal complice, si è fatto ingolosire dai luccicanti pezzi preziosi.

"Nell’impossessarsi delle offerte contenute nella teca trasparente in piedi della statua del santo – ricostruiscono i frati dell’Ordine dei Predicatori Domenicani, da 70 anni custodi della Basilica Pontificia –, è entrato in contatto con la statua del santo: si è impadronito dell’anello alla mano destra, dell’evangeliario con le tre sfere sulla mano sinistra e di un medaglione contenente una fiala della manna. Fortunatamente non è stata trafugata la croce pettorale, dono dell’arcivescovo Mariano Magrassi".

"In attesa di sviluppi – continuano i religiosi – informiamo i devoti, e i pellegrini di San Nicola sparsi nel mondo, che la statua del santo non ha subito eccessivi danni e quanto prima sarà effettuato un intervento di restauro alle mani del Santo".

I danni comunque non appaiono "eccessivi", a detta dei padri dominicani, ma è enorme lo sfregio sacrilego contro il patrono di Bari (e della Russia oltre che di tantissime altre città in Italia e all’estero, tanto da essere considerato il santo con più patronati).

"È triste e doloroso prendere atto che non c’è alcun limite all’oltraggio del sacro. In un contesto già faticoso, in cui la sacralità della vita viene abusata dalla guerra, anche un’immagine simbolica, quale la Basilica del Santo di Myra e la sua icona più rappresentativa, realtà fortemente identitaria per la comunità barese, viene ferita dalla violenza di alcuni che sembrano aver smarrito qualunque senso del pudore verso l’uomo e del timore verso Dio", dice monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari Bitonto.

Toni accorati che trovano d’accordo il sindaco Antonio Decaro: "Spero che l’autore di questo gesto meschino e inqualificabile si ravveda immediatamente, restituendo ai padri domenicani gli oggetti sacri. Perché non ci può essere nessuna giustificazione per chi compie un furto nel luogo che custodisce il simbolo e la storia di tutti noi".

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