Papa Francesco, 84 anni, guida la Chiesa dal conclave del 2013
Papa Francesco, 84 anni, guida la Chiesa dal conclave del 2013
di Giovanni Panettiere La vicinanza alle gestanti, che pensano di ricorrere all’interruzione di gravidanza, non scalfisce il giudizio severo sull’aborto. Giocando sul doppio, indivisibile tavolo della dottrina e della pastorale, accentuando in questa fase (almeno per il dossier donna) più la prima che la seconda, il Papa torna a usare parole di fuoco su una pratica depenalizzata nella stragrande maggioranza dei Paesi occidentali. E promuove l’obiezione di coscienza contro la pillola abortiva. Durante l’udienza in Vaticano ai partecipanti al congresso promosso dalla Società italiana di farmaceutica ospedaliera, Bergoglio...

di Giovanni Panettiere

La vicinanza alle gestanti, che pensano di ricorrere all’interruzione di gravidanza, non scalfisce il giudizio severo sull’aborto. Giocando sul doppio, indivisibile tavolo della dottrina e della pastorale, accentuando in questa fase (almeno per il dossier donna) più la prima che la seconda, il Papa torna a usare parole di fuoco su una pratica depenalizzata nella stragrande maggioranza dei Paesi occidentali. E promuove l’obiezione di coscienza contro la pillola abortiva.

Durante l’udienza in Vaticano ai partecipanti al congresso promosso dalla Società italiana di farmaceutica ospedaliera, Bergoglio stigmatizza l’aborto, definendolo "un omicidio" per il quale "non è lecito diventarne complici". Un concetto espresso appena un mese fa, quando aveva ricevuto i componenti della Pontificia Accademia per la Vita, incassando nell’occasione le dure reprimende anche del mondo femminista cattolico, sempre più critico (nonostante le recenti nomine rosa ai vertici della Curia romana) nei confronti di un papato che inizialmente in quell’area aveva suscitato non pochi entusiasmi. Vuoi per la costituzione di un commissione di studio sul diaconato femminile, vuoi per i pressanti appelli per una partecipazione attiva delle donne ai processi decisionali ecclesiali o per la possibilità di essere assolti dal peccato di aborto da un qualsiasi confessore e non più solo dal vescovo.

Davanti all’interruzione di gravidanza, in merito alla quale non sono ammessi patteggiamenti di sorta, per Bergoglio la principale difesa consiste nell’obiezione di coscienza. Non solo del personale sanitario (in Italia oltre 7 ginecologi 10 rifiutano la pratica), ma anche dei farmacisti ospedalieri. L’obiezione, è l’appello del Pontefice, pronunciato davanti ai rappresentanti della categoria, è una vera e propria "denuncia di ingiustizie" . Il farmacista, argomenta Francesco con un pensiero evidentemente alla pillola abortiva, "adopera sostanze medicinali che possono però trasformarsi in veleni. Qui si tratta di esercitare una costante vigilanza, perché il fine sia sempre la vita del paziente nella sua integralità. Voi siete sempre al servizio della vita umana. E questo può comportare in certi casi l’obiezione di coscienza, che non è infedeltà, ma al contrario fedeltà alla vostra professione, se validamente motivata".

Se l’interruzione di gravidanza è un delitto, per il Papa, però, non può comunque mai venire meno l’accompagnamento della Chiesa verso le gestanti in difficoltà. "Il nostro dovere è la vicinanza – insiste –. Il dovere positivo è stare vicino alle situazioni, specialmente alle donne, perché non si arrivi a pensare alla soluzione abortiva, perché in realtà non è la soluzione".

L’intervento del Papa, salutato con favore da Family Day, arriva a pochi giorni di distanza dall’udienza concessa ai vertici dell’episcopato statunitense che non ha abbandonato del tutto l’ipotesi di negare l’ostia ai politici pro choice come il presidente Usa, Joe Biden. I vescovi ne parleranno nell’assemblea di novembre. La posizione di Bergoglio è chiara: nessuna strumentalizzazione politica. E per non lasciare dubbi sul suo approccio riceverà Biden il prossimo 29 ottobre.