di Alessandro Farruggia Rivedere il sistema delle fasce di rischio colorate? Le Regioni hanno pareri differenti come ha certificato la videoconferenza tenutasi ieri, ma sono unite per chiedere "un cambio di passo nella gestione dell’emergenza". E così sarà il Consiglio dei ministri domani a dovere togliere le castagne dal fuoco. Come rispondere all’appello degli enti locali e valutare se mantenere inalterato il sistema a fasce colorate o se rimodularlo ed eventualmente se prevedere – idea cara al presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e condivisa da Lombardia, Toscana e Campania ma rigettata da Liguria, Sardegna, Sicilia – un’unica zona arancione in tutta...

di Alessandro Farruggia

Rivedere il sistema delle fasce di rischio colorate? Le Regioni hanno pareri differenti come ha certificato la videoconferenza tenutasi ieri, ma sono unite per chiedere "un cambio di passo nella gestione dell’emergenza". E così sarà il Consiglio dei ministri domani a dovere togliere le castagne dal fuoco. Come rispondere all’appello degli enti locali e valutare se mantenere inalterato il sistema a fasce colorate o se rimodularlo ed eventualmente se prevedere – idea cara al presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e condivisa da Lombardia, Toscana e Campania ma rigettata da Liguria, Sardegna, Sicilia – un’unica zona arancione in tutta Italia, per un mese. Deciderà Mario Draghi, ma al momento l’orientamento del governo sarebbe quello di mantenere il sistema delle fasce, con la disponibilità a renderlo più ‘fresco’ nella valutazione dei dati, ma senza stravolgerlo. Quello che pare probabile è che il divieto di spostarsi tra regioni, in scadenza il 25 febbraio, verrà prorogato al 5 marzo, per equipararlo alla scadenza del Dpcm, e poi – se la situazione epidemiologica non peggiorerà – verrà dato il via libera agli spostamenti tra zone gialle.

"Tra governatori – commenta Bonaccini al termine della Conferenza delle regioni – abbiamo parlato della revisione dell’attuale sistema di regole che definisce l’entrata e l’uscita dalle diverse zone. È necessaria una revisione e una semplificazione con la contestuale revisione dei criteri e dei parametri di classificazione. Serve un respiro più lungo ed un’analisi approfondita dei luoghi e delle attività, anche in base ai dati di rischio già accertati. Non solo. Occorre che le misure siano conosciute con congruo anticipo e tempestività dai cittadini e dalle imprese". "Tutte le Regioni – prosegue il presidente dell’Emilia Romagna – hanno poi richiesto che per i provvedimenti che introducono restrizioni particolari per singoli territori si attivino contestualmente gli indennizzi". In ogni caso, conclude, "presenteremo al governo una piattaforma in vista del prossimo Dpcm, nella convinzione che occorra un deciso cambio di passo nella campagna vaccinale e per la ripresa economica. Anche per questo abbiamo chiesto al governo un incontro urgente: la priorità è la campagna vaccinale. Sta andando a rilento. Chiediamo al Governo di intraprendere ogni sforzo per reperire più dosi".

"Oggi su alcuni temi le Regioni erano in accordo, su altri hanno mostrato visioni differenti – osserva il presidente della Liguria, Giovanni Toti – ma troveremo una sintesi. Chiediamo al governo uniformità e regole precise. Io ho proposto di regolamentare i passaggi di colore non solo su base regionale e di istituire una zona gialla nazionale, che preveda maggiori aperture". Toccherà al governo scegliere.

E domani potrebbero esserci novità anche per la scuola. Le elementari potrebbero finire a fine giugno per far recuperare un po’ di socialità ai più piccoli, e magari anche un po’ di didattica. Per quanto riguarda il prosieguo delle lezioni alle medie e alle superiori, la conferma degli esami in presenza per tutti, arrivata giovedì con le due ordinanze firmate dal ministro Bianchi, con la maturità che partirà il 16 giugno, sembra invece di fatto escludere l’ipotesi di un allungamento del calendario per medie e superiori. Ogni scelta, ha comunque sempre sottolineato Bianchi, sarà fatta di concerto con le Regioni tra l’altro deputate a stabilire il calendario scolastico.